Blog

Gli articoli di questa sezione sono volti ad un breve approfondimento, in modo chiaro e semplice, di questioni giuridiche afferenti alla persona, alle relazioni familiari e ai minori.

Non arrivano i figli? Pensato all'adozione?

Quando due persone decidono di iniziare una vita insieme e di creare una famiglia nella stragrande maggioranza dei casi hanno anche il desiderio di avere figli.
Tuttavia, si sa, a volte per quanto si desideri un bambino questo tarda ad arrivare, anche sottoponendosi a cure mediche specialistiche e vi è la possibilità, ad un certo punto, di dover prendere atto del fatto che i figli potrebbero anche non arrivare mai.

Continua a leggere

La cessazione degli effetti civili del matrimonio come avviene?

Nella vita può succedere che arrivi il tempo di porre la parola fine su un amore che, evidentemente, non è andato come si sperava andasse.
Questo momento viene accompagnato da un insieme di emozioni, a volte contrastanti, sicuramente molto forti e che monopolizzano in qualche modo i pensieri di chi ne è interessato.

Se per giunta questa fase della vita riguarda non una semplice relazione ma un matrimonio, allora bisognerà mettere per quanto possibile da parte le emozioni e concentrarsi sull’aspetto giuridico della questione.

Continua a leggere

E' finito l'amore della vita? Scopriamo come un avvocato può venirci in aiuto

Quando inizia un amore si crede sempre che questo sia destinato a durare in eterno. Si fanno progetti insieme, si inizia a creare una vita in comune e si può arrivare anche a convolare a nozze.

Può però capitare che anche l’amore che sembrava quello “della vita” arrivi ad un binario morto e finisca.

Non c’è nulla di male a riconoscerlo e non è nemmeno, purtroppo, un avvenimento così raro. Certo si tratta di un momento dal forte impatto emotivo, durante il quale non si riesce a pensare con lucidità a molto altro.

Continua a leggere

Matrimonio finito? Vediamo cosa fare per tutelarsi legalmente

Chiunque al momento di pronunciare il fatidico sì lo fa nella convinzione che il matrimonio che si sta contraendo sarà per sempre. Se però si guarda quella che è la realtà, si vede come siano in costante crescita i matrimoni che finiscono con il divorzio dei coniugi e ancora di più sono le coppie che attraversano un periodo di separazione, tappa pressoché obbligata per arrivare al divorzio. 

Continua a leggere

E' possibile chiedere la separazione senza aver prima ottenuto il divorzio?

Separazione e divorzio sono due istituti che seppur collegati e confus nel linguaggio comune sono in realtà ben distinti. Il primo istituto, vale a dire la separazione, è pensato dal legislatore soprattutto come misura temporanea atta a capire se la crisi della coppia sia reversibile o meno, mentre il divorzio ha carattere definitivo, sciogliendo il matrimonio civile o facendo cessare gli effetti civili del matrimonio concordatario. Ciò detto, domandarsi se sia possibile chiedere la separazione senza avere prima il divorzio appare contraddittorio sul piano logico e sarebbe infatti più corretto invertire i termini, ovvero porsi la domanda se sia possibile ottenere il divorzio senza passare dalla separazione.

Continua a leggere

La legittimazione di un figlio come avviene

Nel linguaggio comune si sente tutt’oggi parlare di legittimazione dei figli e l’espressione viene usata abitualmente nel riferirsi ai figli nati da coppie, per qualsivoglia motivo, non sposate. Tuttavia, l’ordinamento italiano, in un progressivo processo di riforma del diritto di famiglia e di avvicinamento tra diritto e società è andato a ridurre le differenze tra colui che aveva lo status di figlio legittimo (il figlio nato all’interno del matrimonio o legittimato se nato al di fuori di questo) e quello con lo status di figlio naturale (vale a dire il figlio nato fuori dal matrimonio e non legittimato).

Continua a leggere

Mancato pagamento dell'assegno di mantenimento per i figli: cosa fare?

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento dei figli è un evento che seppur spiacevole può, per diversi motivi e nostro malgrado, capitare dopo una separazione o un divorzio ovvero a seguito dello scioglimento di una convivenza. I genitori sono, infatti, tenuti a mantenere i figli fino alla maggiore età o comunque fino a quando questi non siano economicamente indipendenti. Il mancato pagamento del mantenimento dei figli costituisce, dunque, un inadempimento ad un obbligo e come tale il genitore avente diritto (o, in taluni casi, il figlio maggiorenne) ha a sua disposizione degli strumenti sia di natura civilistica che penalistica mediante i quali far valere i propri diritti ed ottenere quindi quanto spettantegli.

Continua a leggere

Pagare gli alimenti ai figli in caso di divorzio: quando si devono?

Con la sentenza di separazione o di divorzio il giudice può stabilire un assegno da pagare da parte del coniuge economicamente più forte per il mantenimento dell’altro coniuge e/o dei figli minori o maggiorenni non economicamente indipendenti. Nel linguaggio comune si parla di “alimenti” sebbene non si tratti propriamente degli alimenti in stretto quali previsti dall’art. 433 c.c.., che presuppongono, piuttosto, uno stato di bisogno dell’alimentando, la sua incapacità di procurarsi i mezzi per il proprio sostentamento  e sono volti a garantirgli una vita dignitosa mentre l’obbligo di mantenimento ha una portata più ampia.

Continua a leggere

Disconoscimento della maternità: come avviene?

Il disconoscimento della paternità è espressamente previsto dal legislatore, e consiste in un’azione di stato relativa ai figli nati all’interno del matrimonio e volta ad accertare che non sussiste il rapporto di filiazione tra il figlio e il marito della madre, quindi a vincere la presunzione di paternità prevista dall’art. 231 c.c…

 Più complessa la questione relativa al “disconoscimento della maternità”, terminologia in realtà  in uso  nel linguaggio comune  e con la quale si  tendono ad accomunare una serie di atti o azioni giudiziarie che avvengono in momenti e situazioni diverse, aventi come effetto di non dare vita (o di rimuovere) allo stato di figlio.

Continua a leggere

I genitori hanno l'obbligo di mantenere i figli? Se si quando e come?

Quella del mantenimento dei figli è una questione complessa, che può essere foriera di fraintendimenti e tensioni oltre che di problemi di carattere giudiziale che possono arrivare a costare tempo, stress e denaro. Se i dubbi non esistono in caso di figli minorenni nati all’interno del matrimonio ed in costanza di questo (o comunque di figli riconosciuti), infatti in questo caso il mantenimento dei figli è espressamente previsto dall’articolo 147 del codice civile, le questioni tendono a porsi in due casi: che cosa succede in caso di divorzio? Che cosa succede quando i figli sono maggiorenni?

Continua a leggere

Legittimazione dei figli nati fuori dal matrimonio

In seguito all’entrata in vigore della legge 219/2012 e del Dlgs 154/2013 è scomparsa l’oramai divenuta inadeguata distinzione tra figli naturali e figli legittimi. Da allora infatti i rapporti giuridici che si instaurano tra genitori e figli non tengono più conto delle vecchie distinzioni ma tutti i figli hanno gli stessi diritti e doveri.

Alla vecchia dicotomia tra figli naturali e figli legittimi è subentrata la distinzione tra figli nati nel matrimonio e figli nati al di fuori del matrimonio, con inevitabile differenziazione quanto all’accertamento dello stato di figlio.

Continua a leggere

Dichiarazione giudiziale di maternità

Può succedere che uno o entrambi i genitori non coniugati di una persona non abbiano voluto procedere, per qualsivoglia motivo, a riconoscerla come figlio, facendo venire meno tutto quell’insieme di rapporti giuridici che, tra le altre cose, fanno nascere delle precise responsabilità in capo ai genitori così come una serie di diritti in capo ai figli.

Proprio per evitare che il mancato riconoscimento possa divenire strumento atto ad evitare quelle che sono le responsabilità proprie dei genitori, l’ordinamento italiano prevede, con l’articolo 269 del Codice Civile, che il figlio possa agire per ottenere l’accertamento del rapporto genitore-figlio e conseguentemente lo status di figlio e l’instaurarsi dei conseguenti rapporti giuridici.

Continua a leggere

Dopo il divorzio il marito deve provvedere a mantenere l'ex moglie?

La fine di un matrimonio comporta indubbiamente un importante carico emotivo. Tuttavia tale evento porta con sé senza ombra di dubbio anche una serie di questioni di carattere giuridico (ed economico) nei confronti delle quali è bene essere preparati. Una delle principali, in quanto spesso rappresenta uno degli aspetti più controversi del divorzio, è quello del mantenimento: dopo il divorzio il marito deve mantenere l’ex moglie?

Continua a leggere

Gli alimenti alla moglie, se si quando si ha l'obbligo?

Nel linguaggio comune, quando si arriva a parlare delle conseguenze di separazione e divorzio, si tendono a considerare come sinonimi i cosiddetti alimenti (assegno alimentare) ed il mantenimento (termine con il quale si tende ad accomunare l’assegno di mantenimento e l’assegno divorzile).

Tuttavia stiamo parlando di cose profondamente diverse, che è bene conoscere se ci si dovesse trovare nella spiacevole eventualità di dover affrontare una separazione.

Continua a leggere

Come fare legalmente il riconoscimento di figlio

Il riconoscimento di un figlio (in passato riconoscimento del figlio “naturale””), atto con il quale i genitori non uniti in matrimonio riconoscono il figlio come tale facendone derivare quindi degli effetti giuridici e che era conosciuto come legittimazione dei figli, non è sempre una cosa scontata. Può infatti capitare che per motivi personali uno dei genitori, o addirittura entrambi, non riconoscano il figlio come tale.

Se prima della riforma del diritto di famiglia avvenuta con la legge 219/2012 ed attuata mediante il d.lgs. 154/2013 la questione era complessa ed ancorata a concetti considerati non più in linea con i valori della società contemporanea come quelli di figlio legittimo e figlio naturale, successivamente a detta riforma tale distinzione non sussiste più e si parla solo di figli nati nel matrimonio e figli nati all’infuori del matrimonio, entrambi con il medesimo status di figlio, dunque con i medesimi diritti e doveri.

Continua a leggere

Volontaria giurisdizione senza un avvocato: è possibile?

La volontaria giurisdizione rappresenta un’attività giurisdizionale che, a differenza dei procedimenti civili contenziosi, non persegue, solitamente, la risoluzione di una disputa fra le parti, ma il compimento di tutte quelle attività necessarie alla gestione di un negozio giuridico o di un affare privato di uno o più attori. Il giudice, pertanto, non è chiamato a dirimere un contrasto ma è eccezionalmente chiamato ad amministrare interessi privati delle parti coinvolte.

Continua a leggere

Posso separarmi anche se il mio coniuge non vuole?

Prima della separazione un coniuge può costringere l’altro a lasciare l’abitazione coniugale?

In assenza di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria un coniuge non può imporre all’altro di lasciare l’abitazione coniugale. In caso di estromissione il coniuge ben potrebbe tutelare la propria posizione innanzi alle competenti Autorità Giudiziarie, ad esempio esperendo le azioni a tutela del possesso previste dall’art. 1168 c.c.. Non solo ma potrebbe addirittura configurarsi un’ipotesi di reato di volenza privata, ex art. 650  c.p.c..

Posso separarmi anche se il mio coniuge non vuole?

Per avere la separazione coniugale non occorre il consenso dell’altro coniuge. L’art. 151 c.c. prevede che la separazione possa essere richiesta qualora, anche indipendentemente dalla volontà di uno o entrambi i coniugi, si verifichino fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza. A tal fine, secondo la giurisprudenza, rileva anche la mera disaffezione al matrimonio da parte di un solo coniuge tale da rendere incompatibile la convivenza.

Continua a leggere

Il mantenimento dell’ex moglie dopo il divorzio: fino a quando?

Ogni anno in Italia e nel mondo divorziano milioni di persone: questo, secondo uno studio inglese, anche a causa - e forse soprattutto - del web, che ha fatto sì che tramite social, chat e similari gli individui creassero sempre maggiori occasioni di tradimento e di conoscenze extraconiugali - dapprima virtuali e poi reali - che in condizioni di vita normale non sarebbero probabilmente mai accadute.

Separazioni e divorzi oggi sono richiesti in primis dalle donne: ma quali sono al giorno d’oggi i parametri di riferimento per mantenimento del coniuge e il mantenimento dei figli in caso di divorzio?

Continua a leggere

Separazione veloce, nota anche come separazione breve

La separazione veloce, anche conosciuta con l’accezione di separazione breve, si riferisce ai nuovi termini legali per la richiesta del divorzio breve giudiziale o no istituiti con la legge n. 55/2015 e permette a chi ne fa domanda un notevole risparmio di tempo e altresì di denaro: parliamo infatti di soli 6 mesi a fronte dei precedenti 3 anni in caso di separazione consensuale breve, negoziazione assistita e di separazione dinnanzi ad un Ufficiale dello Stato Civile. Un po’ più lunga l’attesa invece di chi ne fa richiesta a seguito di separazione giudiziale: se vi è disaccordo fra i coniugi infatti si dovrà attendere un intero anno.

Continua a leggere

Interdizione giudiziale: come avviene e cosa comprende

Se si ha a che fare con una o più persone che si trovano abitualmente in condizione di abituale infermità di mente che necessitano per questi motivo di un aiuto concreto e disinteressato per quanto concerne il normale svolgimento delle azioni quotidiane e i propri interessi personali, questa o queste possono essere interdette dal Tribunale affinché possano usufruire di una adeguata protezione che possa salvaguardare gli stessi dal compimento di atti rilevanti giuridicamente ( es. un contratto, il matrimonio, ...) idonei ad arrecar loro un pregiudizio e che in condizioni di non infermità mentale non avrebbero mai operato.

Chi può fare la richiesta di interdizione giudiziale: come avviene e cosa comprende e dove si fa?

Quando parliamo di interdizione giudiziale parliamo di un aiuto, una protezione, che viene data con sentenza dal Tribunale a soggetti giudicati incapaci di provvedere ai propri interessi, patrimoniali ed extra patrimoniali, perché in situazioni psicofisiche giudicate gravi, limitanti e abituale.

Continua a leggere

Dichiarazione giudiziale di paternità naturale

Che cos’è la dichiarazione giudiziale di paternità? A cosa serve? Per dichiarazione giudiziale di paternità si intende l’azione esercitata giudizialmente dal figlio nato al di fuori del matrimonio verso il genitore “colpevole” di non averlo riconosciuto.

Il non riconoscimento dei figli è legale?

Dichiarazione giudiziale di paternità naturale definita dall'articolo 269

Il non riconoscimento di un proprio discendente è giuridicamente possibile in quanto un padre non ha l’obbligo di riconoscere un figlio nato al di fuori di un conforme matrimonio. Il riconoscimento, infatti, è atto volontario e discrezionale, tuttavia la sua mancanza può essere fonte di preclusioni, in punto di diritti (successori, ….)  per il figlio, che per questo può agire giudizialmente affinché la paternità sia accertata formalmente.

Continua a leggere

Cosa fare e cosa non fare in caso di una separazione

Oggi separazioni e divorzi sono all’ordine del giorno ma mentre il divorzio produce una rottura definitiva del vincolo matrimoniale, la separazione legale è considerata da legislatore come un rimedio alla crisi coniugale: questo perché nella separazione, legale oltre che di fatto, si può tornare indietro e ricostituire il nucleo e l’armonia familiare con il proprio coniuge.

Cosa fare per separarsi

Decidere di separarsi è sempre un tasto dolente in una coppia di coniugi: significa che qualcosa non ha funzionato nella coppia e che il sentimento e l’armonia degli inizi ormai è passato, lasciando spazio a sentimenti più di rancore che d’amore.

Continua a leggere

Mantenere i propri figli non autosufficienti in caso di crisi familiare: come fare?

Il diritto di famiglia moderno, sia nella fase fisiologica della vita familiare che allorquando subentri una separazione, un divorzio o una crisi tra genitori non coniugati, facendo riferimento all’articolo 30 della costituzione vigente, prevede che entrambi i genitori siano tenuti al mantenimento dei figli, sia minorenni che maggiorenni, fino a quando questi ultimi non raggiungano l’indipendenza economica.

Anche in caso di scissione del nucleo familiare, pertanto, i figli devono poter mantenere un tenore di vita simile a quello precedentemente vissuto nel nucleo familiare originari, prima, cioè, della separazione giudiziale anche con figli maggiorenni. Il mantenimento è dovuto anche quando i figli abbiano raggiunto la maggiore età se ritenuti non autosufficienti economicamente.

Continua a leggere

Come trasferire i beni che appartengono ad un minore

L'ordinamento giuridico italiano prevede normative che impediscono ai genitori o ai tutori di poter disporre liberamente dei beni intestati ai minorenni. È possibile procedere al trasferimento di qualunque bene di appartenenza al minore seguendo uno specifico iter, il quale garantisce la massima sicurezza della transazione.

Come si procede con il trasferimento dei beni appartenenti a minori?

La procedura prevede il ricorso alla volontaria giurisdizione, ovvero un particolare tipo di giurisdizione diretta che non mira alla risoluzione di controversie ma alla gestione di determinati affari. In questi casi è necessario l'intervento di un giudice per la costituzione del rapporto giuridico, proprio con l'intento di salvaguardare gli interessi del minore.

Continua a leggere

Gli assegni per gli alimenti da dare ai figli in caso di genitori separati

Separazione dei coniugi e assegno di mantenimento dei figli: come funziona

Assegno di mantenimento: una definizione

Quando si parla di assegno di mantenimento ci si riferisce a un contributo, in forma economica, che prende forma quando si verifica la separazione fra coniugi o quando sopraggiungono alcuni presupposti. L'assegno di mantenimento dei figli consiste nel versamento di una somma di denaro da parte di un coniuge nei confronti dei figli, necessario a assolvere all'obbligo di assistenza materiale.

Tale assegno si concretizza in sede di separazione legale a seguito di un provvedimento stabilito da un giudice, anche se, in alcuni casi può essere stabilito da accordi sottoscritti dai coniugi. L’importo della somma di denaro può subire delle variazioni o revisioni nel tempo. Le disposizioni sul tema dell'assegno da corrispondere ai figli hanno subito delle variazioni con il d. Lgs 154/2013.

Continua a leggere

Quando i nonni devono pagare gli alimenti ai nipoti

L’art. 316 bis, comma 1, c.c. dispone che “i genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.

Quali sono, dunque, i presupposti? E’ sufficiente che uno dei genitori non provveda al mantenimento per far sì che l’altro possa pretenderlo dagli ascendenti di quello? Sono obbligati solo gli ascendenti del genitore inadempiente o anche quelli dell’altro genitore?

Continua a leggere

Il divorzio dopo la separazione: come fare?

La legge 55/2015 sul divorzio breve ha modificato radicalmente la (lunga) procedura che portava allo scioglimento del vincolo matrimoniale. Oggi, l'addio definitivo - specie se consensuale - può essere richiesto dopo pochi mesi dalla separazione coniugale: vediamo ora come è possibile divorziare dopo la separazione, sia nel caso in cui la relazione sia terminata consensualmente che nel caso in cui sia necessaria una procedura giudiziale.

Il divorzio consensuale: come funziona?

In caso di divorzio consensuale (più propriamente “congiunto”), che presuppone un accordo tra le parti, la durata complessiva dell'iter procedurale è ridotta rispetto a quella del divorzio contenzioso. Dopo la separazione coniugale (legale, non rileva la separazione di fatto) sarà necessario attendere 6 mesi di tempo (nell’ipotesi di separazione consensuale o negoziazione assistita) ovvero un anno (nell’ipotesi di separazione giudizial) prima di poter richiedere lo scioglimento del matrimonio (o la cessazione degli effetti civili), con ricorso presso il tribunale di competenza. I coniugi dovranno necessariamente essere presenti all’udienza per il tentativo di conciliazione obbligatorio che precede l'emissione della sentenza di scioglimento del matrimonio.

Continua a leggere

Cos’è la volontaria giurisdizione?

Molto spesso sentiamo parlare di volontaria giurisdizione, anche se talvolta si tende a confonderla con quella contenziosa. In realtà si tratta di due tipi di giurisdizione che, sebbene entrambi vedano nel Giudice il soggetto che delibera, hanno caratteristiche e conseguenze ben diverse tra loro. Vediamo allora esattamente cos'è la volontaria giurisdizione e quali sono gli elementi che la differenziano dalla giurisdizione contenziosa.

Definizione di volontaria giurisdizione ed ambito di applicazione

La volontaria giurisdizione è quella disciplina che si rende necessaria per la salvaguardia di interessi privati in tutti quei casi in cui la legge non rende possibile la costituzione di un determinato rapporto giuridico senza l'intervento di un Giudice. Quest'ultimo, figura estranea ed imparziale, esamina gli atti che gli vengono proposti e collabora con le parti al fine di definire un rapporto tutelando anche i soggetti più deboli.

Continua a leggere

Contestazione dello stato di figlio

In seguito alla legge del 10 dicembre 2012 n. 219 sullo status filiationis, dal punto di vista giuridico sono cambiate molte cose relative allo stato di figli legittimi, vale a dire i figli nati in costanza di matrimonio, e figli naturali, ovvero i figli nati al di fuori del legame matrimoniale. I cambiamenti apportati hanno giovato a diverse situazioni familiari, sia nel caso della separazione con figli che nel caso del divorzio con figli, ma anche per quanto riguarda più in generale il mantenimento dei figli.

Contestazione dello stato di figlio: come tutelarsi con l'aiuto di un avvocato

Continua a leggere

Come funzionano le adozioni di ragazzi maggiorenni

L’adozione del maggiorenne è disciplinata dagli articoli 291 e seguenti del codice civile.

Nasce con la finalità di trasmettere il patrimonio e il cognome di persone prive di discendenti mentre attualmente ha assunto principalmente una funzione di solidarietà, analoga a quella dell’adozione del minorenne.

I presupposti sono:

  • l’aver compiuto i 35 anni per l’adottante (salvo autorizzazione del Tribunale in casi eccezionali per chi abbia compiuto i 30 anni)
  • l’esistenza di una differenza di età tra adottante e adottando di 18 anni.
  • l’assenza di discendenti per l’adottante.

Tuttavia, a seguito di pronunce della Corte Costituzionale è ammissibile l’adozione del maggiorenne anche da parte di persone che abbiano figli, nati all’interno o al di fuori del matrimonio, purché maggiorenni e consenzienti.

Non è, dunque, possibile l’adozione del maggiorenne da parte di chi abbia figli minori, ad eccezione di casi particolari individuati dalla giurisprudenza.

Continua a leggere

  • 1
  • 2

Contattaci

Avv. Sabrina D'Ascenzo

Per maggiori informazioni compila questo modulo, ti contatteremo prima possibile

Accertarsi di inserire una email corretta altrimenti sarà per noi impossibile rispondere

Tel. 340 986 4432

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dal Lunedi al Venerdi
9:00 - 19:00

Dal Lunedi al Venerdi
9:00 - 19:00

Viale Giulio Cesare 62
00192 Roma zona Prati (RM)

Avvocato Sabrina D'Ascenzo - P.Iva: 11684851006 - Viale Giulio Cesare 62 - 00192 Roma zona Prati (RM)
Tel. +39 063701377 - Cell. 340 986 4432 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -