Separazione dei coniugi

Mi chiamo Sabrina D'Ascenzo, sono un avvocato del Foro di Roma e mi occupo di tutela legale per la famiglia, in particolare di tutto ciò che riguarda le separazioni. Assisto le persone nelle cause di separazione dei coniugi, coniugale o giudiziale, con figli o di fatto.

Avvocato per separazione dei coniugi a Roma, con studio in zona Prati. Sono a disposizione per chiarimenti e assistenza. Offro consulenza e assistenza legale in materia di diritti e doveri dei figli minorenni e maggiorenni.

Avvocato per Separazione dei coniugia Roma zona Prati: consulenza legale con l'avvocato Sabrina D'Ascenzo

La separazione dei coniugi è uno stato transitorio di congelamento del matrimonio precedente. Infatti, a differenza del divorzio in cui entrambi i membri della coppia sono svincolati l'uno dall'altro, nella separazione sussiste ancora il vincolo coniugale sebbene taluni effetti siano sospesi. Quindi si può dire che la separazione non pone fine al matrimonio, piuttosto questo è messo in “pausa” in attesa di una futura riconciliazione o di un divorzio che decreterà l'irreversibilità della crisi e lo scioglimento del matrimonio. Esistono varie tipologie di separazione.

L’ordinamento giuridico ne prevede due: la separazione consensuale e la separazione giudiziale. Nella pratica esiste anche la separazione di fatto, che presuppone la volontà dei coniugi di cessare la convivenza, o meglio, la comunione di vita coniugale, mediante accordo non formalizzato.

Quali sono le tipologie di separazione?

Escludendo, quindi, la separazione di fatto, le tipologie di separazione legale sono quelle consensuali oppure giudiziali.

Per quanto riguarda la separazione consensuale, questa è caratterizzata dall’esistenza di un accordo tra le parti. Le procedure per procedere alla separazione consensuale sono tre: a) domanda giudiziale: i coniugi potranno rivolgersi al Tribunale per l’”omologazione” dell’accordo, oppure b) decidere di procedere con la negoziazione assistita davanti ad un avvocato (uno per coniuge) o di c) presentare richiesta congiunta di separazione all’ufficiale di stato civile.

La separazione giudiziale, invece, si ha in assenza di accordo tra le parti e scaturisce da una sentenza del giudice.

L'intera procedura della separazione consensuale attivata in Tribunale è decisamente meno tortuosa e più snella rispetto a quella giudiziale. La procedura ha inizio presentando un deposito di ricorso presso la cancelleria del Tribunale dove i coniugi hanno la residenza.

All’udienza il Presidente del Tribunale tenterà la conciliazione e, in caso di esito negativo, dell'udienza nella quale il giudice ascolterà le parti interessate e stipulerà gli accordi riguardanti la loro separazione. Se la conciliazione non riesce, si darà atto a verbale della mancata conciliazione e delle condizioni dell’accordo relative ai coniugi e alla prole. Quindi il Tribunale provvederà ad omologare l’accordo (l’omologazione occorre affinché l’accordo abbia efficacia)

Se invece la coppia non ha dei bambini e riesce a separarsi in maniera pacifica, allora può optare per la separazione di fronte all’ufficiale di stato civile. La negoziazione assistita, infine, avviene alla presenza di due avvocati e consiste in un accordo in forma scritta , che  dovrà essere inviato al Procuratore della Repubblica per la verifica della regolarità formale (o della conformità all’interesse della prole, in caso di figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di grave handicap o non economicamente autosufficienti) e, successivamente all’ufficiale di stato civile.

La separazione giudiziale, invece, avviene in maniera completamente differente ed è generalmente più complessa. Innanzitutto il procedimento viene fatto partire da uno dei due coniugi e il ricorso deve espressamente indicare la presenza dei figli nati all'interno del matrimonio.

Nella separazione giudiziale i coniugi dovranno presentarsi innanzi al Presidente del tribunale per il tentativo di conciliazione e, ove questa non riesca, adottati i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse dei coniugi o dei figli, il Presidente nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza davanti al giudice istruttore, per la prosecuzione del giudizio in forma contenzione. Il procedimento si concluderà con sentenza.                                                                                             

La separazione giudiziale può essere trasformata in un secondo momento in quella consensuale.

Che cosa fare quando ci sono dei bambini?

Nell’eventualità di separazione con figli, il giudice deve provvedere a tutelare il benessere dei minori. Essi devono mantenere rapporti equilibrati e continuativi con entrambi i genitori e allo stesso modo devono essere liberi di continuare a frequentare i nonni e i parenti.

Solitamente viene disposto l’affidamento condiviso dei figli. Condividere l’affidamento implica che entrambi i genitori assumono la cura del figlio e concordano una linea educativa comune, indipendentemente dalla soluzione abitativa stabilita per il minore.

Condivisione non equivale, però, ad eguali tempi di permanenza presso ciascun genitore, sebbene modalità e tempi della presenza dei figli presso ciascuno di essi vadano modulati in modo da consentire ai genitori stessi di assolvere compiutamente ai propri compiti e incontrare regolarmente i propri figli per periodi significativi. Il giudice generalmente tende a lasciare i figli alla mamma quando sono ancora in età scolare, dando comunque al padre la possibilità di poterli tenere per un totale di ore e giorni stabiliti, tendendo conto anche del lavoro svolto e del luogo di domicilio.

Anche in questo caso entrambi i genitori hanno il diritto e il dovere di contribuire alla crescita dei figli dal punto di vista economico, ma gli aspetti economici possono presentare delle peculiarità differenti e sul piano quantitativo possono sussistere delle differenze correlate alle disponibilità economiche del genitore.

La coppia potrà porre in essere dei liberi accordi, sia per quanto concerne l’affidamento dei figli, la collocazione e l’assegnazione della casa coniugale che il mantenimento dei figli stessi, anche se sovente, a causa della conflittualità tra i coniugi, sta al giudice ad esprimersi su tali questioni.

L'assegno di mantenimento per il figlio serve a permettere al minore uno stile di vita adeguato e dignitoso, che non si discosti, tendenzialmente, dal tenore di vita avuto dalla prole prima della separazione matrimoniale.

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