Affidamento

Mi chiamo Sabrina D'Ascenzo, sono un avvocato del Foro di Roma e mi occupo di tutela legale per la famiglia, in particolare di tutto ciò che riguarda l'affidamento. Assisto le persone nelle cause di affidamento dei figli di genitori coniugati e non, che può essere condiviso, esclusivo o superesclusivo. Offro consulenza e assistenza legale in materia di diritti e doveri dei figli minorenni e maggiorenni.

Avvocato per affidamento familiare a Roma, con studio in zona Prati. Sono a disposizione per chiarimenti e assistenza.

Avvocato per Affidamento familiare a Roma zona Prati: consulenza legale con l'avvocato Sabrina D'Ascenzo

La fase dell'affidamento dei figli è uno dei punti più importanti ma allo stesso tempo difficili da trattare in ogni ipotesi di crisi di coppia, coniugata e non.

Proprio durante la separazione vengono decisi gli aspetti principali inerenti al calendario delle visite, al mantenimento dei figli ed al luogo dove questi si stabiliscono.

Con la sentenza di divorzio sostanzialmente vengono confermate le decisioni prese in precedenza, salvo che circostanze sopravvenute non suggeriscano modifiche dei provvedimenti precedentemente assunti.

Fino al 2006 era solitamente disposto l'affidamento esclusivo in capo ad un solo genitore e la prassi prevedeva un ruolo marginale del padre rispetto alla figura della madre vista come il genitore più adatto ad occuparsi dei figli.

Con la legge Paniz anche l'Italia si è adeguata alle convenzioni internazionali che sottolineano l'importanza ed il diritto dei figli di avere un rapporto soddisfacente sul non solo piano economico ma anche affettivo sia con la mamma che con la figura paterna. Il risultato vede ad oggi vede l'affidamento condiviso come scelta giuridica prevalente, mentre l'affidamento esclusivo è solo un'eccezione.

Vero è che spesso le dinamiche familiari ed i patti consensuali stabiliti dai genitori stessi spesso sviliscono l'istituto dell'affidamento condiviso, tagliando fuori di fatto una figura genitoriale dalla vita dei figli, situazione che spesso i tribunali sanzionano anche con una certa severità.

L'affidamento congiunto è un istituto non più in vigore a seguito della legge del legge 8 febbraio 2006 n. 54. In precedenza la disciplina dell’affidamento dei figli prevedeva l’affidamento individuale al genitore che appariva più idoneo e, dal 1987, la possibilità di affidamento congiunto e alternato. Peraltro, la giurisprudenza aveva continuato a privilegiare l’affidamento individuale.

L'affidamento congiunto prevedeva che, a seguito di separazione o di divorzio, entrambi i genitori avrebbero mantenuto l’esercizio della potestà genitoriale (ora responsabilità genitoriale), di conseguenza anche il genitore non convivente aveva voce in capitolo in merito alle decisioni riguardanti la vita dei loro figli ma tale istituto aveva carattere residuale ed eventuale.

L'affidamento condiviso è oggi la forma prioritaria di affidamento, nell’ipotesi di separazione o divorzio ovvero di crisi di coppia genitoriale non coniugata. I figli hanno il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, e, in caso di disaccordo tra i genitori, spetta al giudice determinare tempi e modalità con cui i figli devono stare con i rispettivi genitori. Il giudice valuterà prioritariamente la possibilità di disporre l’affidamento condiviso, che mira a garantire un’effettiva compartecipazione dei genitori nelle scelte riguardanti la crescita e formazione del figlio minore, a prescindere dal fatto che il genitore conviva o meno con i propri figli.

Ciascun genitore provvederà al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito e il giudice, ove necessario, potrà stabile la corresponsione di un assegno periodico  al fine di realizzare il principio di proporzionalità, la cui quantificazione è variabile e dipende, oltre che dalle risorse economiche del genitore, anche dai tempi e dai modi cui i figli permangono presso i rispettivi genitori. In caso di mutamento delle circostanze di fatto, ci potrà essere una variazione dell'assegno periodico di mantenimento.

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