Mantenimento della moglie

Mi chiamo Sabrina D'Ascenzo, sono un avvocato del Foro di Roma e mi occupo di tutela legale per la famiglia, in particolare di tutto ciò che riguarda il mantenimento. Assisto le persone nelle cause di mantenimento della moglie, ma anche dei genitori o dei nipoti ma anche nel caso di mantenimento con o senza figli o del coniuge. Offro consulenza e assistenza legale in materia di diritti e doveri dei figli minorenni e maggiorenni.

Avvocato per mantenimento della moglie a Roma, con studio in zona Prati. Sono a disposizione per chiarimenti e assistenza.

Avvocato per Mantenimento della moglie a Roma zona Prati: consulenza legale con l'avvocato Sabrina D'Ascenzo

La legge italiana in presenza di determinati requisiti consente alla moglie, o all’altro coniuge, se economicamente più debole, di richiedere un assegno di mantenimento al coniuge sia nei casi di separazione che divorzio.

Il calcolo di questo assegno di mantenimento dipende da numerose variabili e le modalità cambiano, a seconda che si tratti di separazione o divorzio.

Come affermato dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (n. 18287 dell’11.07.2018) in caso di divorzio il percorso logico da seguire impone al Giudice di: verificare, considerata qualunque utilità suscettibile di valutazione economica, l’esistenza di una disparità tra le posizioni economiche dei coniugi, che deve essere rilevante; accertare la sussistenza di un nesso eziologico tra l’eventuale rilevante squilibrio e le scelte di conduzione di vita familiare, condivise in costanza di matrimonio, con sacrificio delle aspettative professionali e reddituali di una delle parti in funzione dell’assunzione di un ruolo endofamiliare; ove la disparità derivi dalle scelte e sacrifici fatti nell’interesse della famiglia, verificare la concreta possibilità di superare il pregiudizio professionale ed economico, con recupero o consolidamento della propria attività professionale.

Tale verifica non può prescindere dall’età del richiedente, alla data del matrimonio e del divorzio, nonché dalla durata del matrimonio, essendo verosimile che matrimoni conclusi in tarda età potrebbero avere minor efficacia condizionante le aspettative di vita e professionali del singolo ovvero implicare un contributo minore alla formazione del patrimonio dell’altro e che maggiore è la durata del matrimonio più durevoli saranno gli effetti dei sacrifici.

Se esiste un rilevante divario economico dipeso da scelte e compiti familiari e non colmabile nel futuro dal richiedente, il Giudice riconosce un assegno divorzile, svicolato dal tenore di vita e non connesso all’autosufficienza ma adeguato al contributo fornito alla vita familiare, tenendo conto dei sacrifici delle aspettative professionali ed economiche fatti in funzione del comune interesse familiare. Pertanto, l’assenza di redditi o patrimonio non è condizione sufficiente al riconoscimento se non deriva da scelte fatte in conseguenza del matrimonio o qualora manchi del tutto il contributo alla formazione del patrimonio dell’altro, né è condizione necessaria qualora sussista un divario tra le posizioni economiche dei coniugi dipendente causalmente dal matrimonio.

Il richiedente perde il diritto all’assegno di divorzio,a prescindere dalla propria condizione economica, nell’ipotesi in cui abbia dato vita ad una nuova famiglia, anche di fatto.

Mantenimento della moglie senza figli

L’assegno di mantenimento al coniuge, in caso di separazione o divorzio, prescinde dalla presenza o meno di figli, essendo una forma di sostentamento economico per il coniuge. In caso di prole, sarà in caso riconosciuto un ulteriore assegno, finalizzato al mantenimento dei figli e sulla base di parametri differenti, previsti dall’art 337 ter c.c.

Mantenimento della moglie separata

Per quanto riguarda il mantenimento della moglie cui non sia addebitata la separazione, esso viene disposto dal giudice a favore della moglie, o, comunque, del coniuge economicamente più debole ma sulla base di presupposti differenti rispetto a quanto previsto per assegno di mantenimento del coniuge in caso di divorzio.

Infatti “la separazione personale, a differenza dello scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, presuppone la permanenza del vincolo coniugale, sicchè i “redditi adeguati” cui va rapportato, ai sensi dell’art. 156 c.c. l’assegno di mantenimento a favore del coniuge, in assenza della condizione ostativa dell’addebito, sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio , essendo ancora attuale il dovere di assistenza materiale che non presenta alcuna incompatibilità con tale situazione temporanea, dalla quale deriva solo la sospensione degli obblighi di natura personale di fedeltà, convivenza  collaborazione e che ha una consistenza bel diversa dalla solidarietà  post-coniugale, presupposto dell’assegno di divorzio” (Cass. civ. n. 12196/2017).

Il richiedente l’assegno non deve aver dato luogo ad una famiglia di fatto.

In caso di addebito, il coniuge al quale sia stata addebitata la separazione non avrà diritto al mantenimento ma solo ad un assegno alimentare, nell’ipotesi in cui si trovi in stato di bisogno ovvero in una situazione tale tale da non poter far fronte alle spese basilare per la propria sopravvivenza.

Mantenimento moglie disoccupata

Anche in questo caso occorre tener conto delle differenze previste per il mantenimento, a seconda che si verta in caso di separazione o di divorzio.

Nella prima ipotesi alla moglie disoccupata, ove priva di mezzi economici adeguati, andrà garantito un assegno idoneo a salvaguardare il tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. Nell’ipotesi di divorzio, se accertata l’esistenza di un rilevante squilibrio economico tra le parti, occorrerà, comunque, tener conto di diversi elementi, come sopra evidenziato e, dunque, dell’età della moglie, dei titoli di studio e delle prospettive future di inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro; delle ragioni per le quali non svolge più o non ha mai svolto un’attività lavorativa; in ogni caso del contributo, non solo e non necessariamente economico, dato alla causa familiare …

 

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