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Avvocato per il mantenimento della moglie a Roma

Se stai cercando un avvocato per il mantenimento della moglie a Roma, probabilmente sei nel pieno di una separazione o di un divorzio e hai bisogno di capire, in concreto, cosa ti spetta o cosa ti può essere richiesto. In questa fase è normale sentirsi disorientati: importi, documenti, tempi e conseguenze pratiche non sono sempre chiari e il rischio è prendere decisioni affrettate che incidono a lungo sul tuo equilibrio economico e personale.

Quale avvocato divorzista a Roma, mi occupo anche del mantenimento del coniuge: ti aiuto a capire se l'assegno di mantenimento è dovuto, in quale misura, come si calcola e cosa puoi fare se le condizioni economiche cambiano o se l'assegno non viene pagato. L'obiettivo è costruire una strategia su misura e coerente con la tua storia familiare senza promesse irrealistiche. Il calcolo dell'assegno di mantenimento per il coniuge non è un automatismo, ma il risultato di un'analisi accurata di documenti, stili di vita, scelte familiari e prospettive future.

Assisto sia la moglie che vuole richiedere o tutelare il proprio assegno di mantenimento, sia il marito che desidera difendersi da richieste sproporzionate o non fondate. Lavoriamo insieme per raccogliere la documentazione, analizzare la reale situazione economica tra i coniugi e scegliere la strada più adatta: separazione consensuale/divorzio congiunto, anche mediante negoziazione assistita, giudizio in tribunale per il riconoscimento o la revisione dell'assegno di mantenimento già stabilito.

Lavoriamo insieme per raccogliere la documentazione, analizzare la reale situazione economica tra i coniugi e scegliere la strada più adatta: separazione consensuale/divorzio congiunto, anche mediante negoziazione assistita, giudizio in tribunale per il riconoscimento o la revisione dell'assegno di mantenimento già stabilito.

Mantenimento della moglie: l’assistenza dell’avvocato Sabrina D’Ascenzo

Mi trovo spesso ad affrontare casi di separazione e divorzio in cui è necessario stabilire, modificare o far rispettare un assegno di mantenimento della moglie. In questa materia, la differenza non la fa solo la legge, ma la capacità di leggere la tua situazione concreta, il tuo passato familiare e l'attuale disparità economica tra te e il tuo coniuge.

Ti assisto personalmente e questo mi permette di conoscere a fondo la tua storia, valutare con attenzione redditi, patrimonio, potenzialità lavorative e sacrifici fatti durante il matrimonio, e costruire con te una strategia sostenibile nel tempo.

Mi rivolgo sia alla moglie che desidera ottenere o difendere un assegno di mantenimento adeguato, sia al marito che vuole tutelarsi rispetto a richieste eccessive, valutando insieme se e quanto l'assegno di mantenimento per la moglie sia effettivamente dovuto.

Opero come avvocato di diritto di famiglia in Roma, zona Prati e seguo principalmente procedimenti davanti al Tribunale di Roma e ai tribunali della provincia, con un approccio fermo ma non aggressivo, orientato a soluzioni pratiche e, quando possibile, consensuali.

Quando spetta il mantenimento alla moglie

Il mantenimento della moglie non è "automatico" ma dipende da una serie di presupposti che cambiano tra separazione e divorzio. In generale, l'assegno di mantenimento per la moglie ha la funzione di garantire un equilibrio economico tra i coniugi quando esiste una significativa disparità di mezzi e la moglie non dispone di un reddito proprio adeguato.

Occorre, però, distinguere con attenzione tra la fase della separazione e quella successiva del divorzio, oggi regolata alla luce della Cassazione a Sezioni Unite n. 18287/2018.

Mantenimento nella separazione (art. 156 c.c.)

Nella separazione il mantenimento per il coniuge, previsto dall'art. 156 c.c., ha come criterio centrale il tenore di vita matrimoniale: questo significa che se c'è una disparità economica tra i coniugi, al coniuge più debole, che solitamente è la moglie, va riconosciuto un assegno di importo tale da assicurare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio.

L'assegno di mantenimento può spettare anche alla moglie senza figli: la presenza di figli non è requisito per il riconoscimento del contributo.

L'addebito della separazione preclude il diritto al mantenimento.

Per la moglie separata/disoccupata, il giudice valuta se la mancata attività lavorativa dipende da una capacità lavorativa non esercitata per scelta (ad esempio, rifiuto ingiustificato di lavorare) oppure da una incapacità oggettiva (età, salute, mercato del lavoro). In quest'ultimo caso, il mantenimento moglie separata / disoccupata può essere riconosciuto, ma l'onere della prova delle condizioni spetta a chi lo richiede.

Assegno divorzile dopo il divorzio (Cass. Sezioni Unite 18287/2018)

L'assegno divorzile alla moglie non è, più, volto ad assicurare il tenore di vita del matrimonio: ha una funzione assistenziale perché aiuta il coniuge economicamente più debole, che spesso è la moglie, a coprire i bisogni essenziali se non ha mezzi sufficienti; ha, però, anche una funzione perequativa-compensativa perché tiene conto sia delle occasioni di lavoro e di guadagno perse per dedicarsi alla famiglia sia del contributo personale ed economico dato al patrimonio familiare o dell'altro coniuge.

L'autosufficienza economica, dunque, di per sé non esclude l'assegno divorzile.

Come si calcola l’assegno di mantenimento della moglie

Spesso mi viene chiesto: "Quanto costa il mantenimento della moglie?" oppure "Come funziona il calcolo assegno mantenimento coniuge a Roma?". In realtà non esiste un calcolo automatico: il giudice dovrà valutare una serie di criteri che devono essere ricostruiti con precisione attraverso documenti e prove.

I principali fattori che vengono considerati nel calcolo assegno mantenimento moglie sono:

  • Durata del matrimonio
  • Capacità lavorativa e reddituale dei coniugi (attuale e potenziale)
  • Godimento della casa familiare
  • Tenore di vita matrimoniale (in separazione)
  • Disparità economica tra moglie e marito
  • Eventuali esposizioni debitorie delle parti
  • Contributo dato alla famiglia, anche non lavorativo (cura dei figli, della casa) e le rinunce fatte (per l'assegno divorzile)

In concreto, il giudice analizza buste paga, dichiarazioni dei redditi, estratti conto, proprietà immobiliari, mutui, spese documentate e, in caso di assegno divorzile, il ruolo che ciascun coniuge ha avuto nella conduzione della famiglia e nella costruzione del patrimonio familiare.

Il mio compito è aiutarti, dalla prima consulenza, a raccogliere e ordinare questi elementi, spiegarti con chiarezza quali sono i punti di forza e di debolezza della tua posizione e accompagnarti in una valutazione personalizzata, evitando illusioni sui numeri e costruendo una strategia realistica, sia che tu sia la moglie che richiede il mantenimento, sia che tu sia il marito che vuole difendersi da richieste sproporzionate.

Quando non è dovuto il mantenimento alla moglie

Quando non è dovuto il mantenimento alla moglie? È una domanda che ricevo spesso da mariti preoccupati di dover versare un assegno in situazioni che percepiscono come ingiuste. Allo stesso tempo, è importante che anche la moglie conosca i limiti del proprio diritto, per evitare aspettative che non trovano fondamento nella legge e nella giurisprudenza.

In generale, il mantenimento non spetta quando:

  • La moglie ha un reddito proprio adeguato, rispetto al tenore di vita avuto in costanza di matrimonio (in separazione) o che si possa ritenere tale alla luce delle finalità, assistenziale-compensativa-perequativa, dell'assegno divorzile (in divorzio). Reddito adeguato non equivale ad autosufficienza economica.
  • La moglie ha intrapreso una nuova convivenza di fatto stabile, con costituzione di una nuova famiglia, situazione che può incidere in modo significativo sul diritto all'assegno
  • La capacità lavorativa non è esercitata per scelta e non per forza maggiore

In questi casi, il giudice può negare il mantenimento o limitarlo. Per il marito che vuole difendersi, è fondamentale documentare redditi, patrimonio e scelte di vita della moglie (ad esempio, opportunità lavorative rifiutate, qualifiche professionali, nuova convivenza di fatto).

Per la moglie, è altrettanto importante comprendere che il mantenimento non è una garanzia incondizionata.

Il mio ruolo è proprio quello di chiarire, caso per caso, se e quando il mantenimento è ancora giuridicamente sostenibile.

Revisione e modifica dell’assegno di mantenimento

Le condizioni economiche e personali di moglie e marito possono cambiare in modo significativo. In questi casi, è possibile chiedere la revisione dell'assegno di mantenimento, sia in aumento sia in diminuzione.

Puoi chiedere la modifica dell'assegno di mantenimento, ad esempio, in caso di:

  • perdita o riduzione importante del lavoro di uno dei coniugi;
  • nuova convivenza di fatto o nuovo matrimonio dell'avente diritto;
  • nascita di un nuovo figlio;
  • variazione rilevante dei redditi (aumento o diminuzione) di uno dei coniugi;
  • peggioramento o miglioramento della situazione patrimoniale (eredità, perdita di un cespite).

La procedura può seguire due strade:

  • Ricorso al tribunale, quando non c'è accordo tra le parti: in questo caso, si presenta un ricorso motivato con documenti aggiornati e il giudice valuta se modificare o revocare l'assegno;
  • Accordo tra le parti, mediante ricorso da depositare in tribunale o anche tramite negoziazione assistita, soluzione più rapida in cui ciascun coniuge è assistito dal proprio avvocato

Come avvocato per la revisione del mantenimento in Roma ti aiuto a capire se le condizioni per la modifica ci sono davvero, quali documenti servono e quale strada è più conveniente nel tuo caso, sia che tu voglia chiedere un aumento del mantenimento, sia che tu ritenga di non poter più sostenere l'importo fissato in passato.

Mancato pagamento dell’assegno: come tutelarsi

Se l'assegno di mantenimento per il coniuge non viene pagato, è possibile procedere al pignoramento dello stipendio o del conto corrente del coniuge inadempiente per recuperare i ratei non pagati. Questa è una procedura consente di prelevare alla fonte una quota dello stipendio o le somme depositate sui conti per soddisfare il credito di mantenimento.

Per garantirti il pagamento per il futuro dell'assegno di mantenimento puoi chiedere di farti pagare l'assegno direttamente da chi versa denaro al debitore (per esempio datore di lavoro o Inps se pensionato). Non devi rivolgerti al giudice per avere un ordine di pagamento ma è, ora, sufficiente notificare al terzo il provvedimento che stabilisce l'assegno e dal mese successivo il terzo tratterà dalle somme dovute al debitore l'importo del mantenimento che verserà direttamente a te.

Pignoramento dello stipendio e del conto

Se l'assegno di mantenimento per il coniuge non viene pagato, è possibile procedere al pignoramento dello stipendio o del conto corrente del coniuge inadempiente per recuperare i ratei non pagati. Questa è una procedura consente di prelevare alla fonte una quota dello stipendio o le somme depositate sui conti per soddisfare il credito di mantenimento.

Per garantirti il pagamento per il futuro dell'assegno di mantenimento puoi chiedere di farti pagare l'assegno direttamente da chi versa denaro al debitore (per esempio datore di lavoro o Inps se pensionato). Non devi rivolgerti al giudice per avere un ordine di pagamento ma è, ora, sufficiente notificare al terzo il provvedimento che stabilisce l'assegno e dal mese successivo il terzo tratterà dalle somme dovute al debitore l'importo del mantenimento che verserà direttamente a te.

Violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 e art. 570 bis c.p.)

La violazione degli obblighi di assistenza familiare comprende diverse condotte. Tra queste rientra chi, dopo separazione o divorzio, si sottrae volontariamente al pagamento dell'assegno di mantenimento in favore del coniuge. In tal caso si applica l'art. 570 bis c.p., che prevede la reclusione fino a 1 anno o la multa da 103,00 euro a 1.032,00. Se poi il mancato pagamento (o il pagamento solo parziale), priva il coniuge beneficiario dei mezzi di sussistenza, cioè non gli consente di soddisfare i bisogni essenziali della vita, si configura il reato più grave previsto dall'art. 570, comma 2, n. 2, c.p.

Risolvere senza tribunale: negoziazione assistita

Non sempre è necessario arrivare in tribunale. La negoziazione assistita divorzio Roma è uno strumento che permette ai coniugi, ciascuno assistito dal proprio avvocato, di raggiungere un accordo su mantenimento del coniuge senza passare per un giudizio ordinario.

Attraverso la negoziazione assistita, è possibile definire in modo consensuale l'importo dell'assegno mantenimento per il coniuge, le modalità e i tempi di pagamento, nonché eventuali revisioni future (aumenti, diminuzioni, revoche) con tempi molto rapidi e costi più contenuti rispetto a un giudizio contenzioso. Questo vale sia in caso di separazione sia in caso di divorzio, quando le parti sono disposte a dialogare e a trovare un punto di equilibrio.

Come avvocato diritto di famiglia in Roma Prati, ti accompagno in questo percorso, spiegandoti vantaggi, limiti e condizioni di validità della negoziazione assistita e lavorando per raggiungere un accordo che sia sostenibile nel tempo e conforme a legge.

Domande frequenti sul mantenimento della moglie

Quanto costa il mantenimento della moglie?

Non esiste una cifra standard: l’importo dipende da vari fattori, tra cui durata del matrimonio, redditi e patrimonio di entrambi, tenore di vita matrimoniale se si tratta di una separazione e dal contributo dato alla famiglia in caso di divorzio. Non posso offrirti un calcolo automatico, ma in sede di colloquio analizziamo la tua situazione concreta per formulare una previsione realistica

Quanto costa chiedere un parere a un avvocato?

Le consulenze professionali sono a pagamento. Il compenso è per un primo incontro è di € 200,00.
Per un semplice chiarimento di pochi minuti (ad esempio su un dubbio molto semplice o per un’informazione pratica) non ti chiederò alcun compenso.
Prima di iniziare qualsiasi attività riceverai sempre un preventivo chiaro e personalizzato, commisurato alla complessità del caso e al tipo di attività da svolgere: l’obiettivo è metterti subito nelle condizioni di sapere cosa posso fare per te e quali saranno i costi, in modo trasparente e senza sorprese..

Quando non è dovuto il mantenimento alla moglie?

In sintesi, il mantenimento non è dovuto quando la moglie ha un reddito proprio adeguato, quando instaura una nuova convivenza di fatto stabile tale da configurare una nuova famiglia, o quando la mancata attività lavorativa dipende da una scelta non giustificata e non da forza maggiore. Ogni situazione va comunque valutata nel dettaglio. 

Quanto dura l’assegno di mantenimento?

In separazione, l’assegno di mantenimento è collegato al tenore di vita matrimoniale e dura finché permangono i presupposti fissati dal giudice. Dopo il divorzio, l’assegno divorzile moglie è alla funzione assistenziale-compensativa-perequativa; può essere rivisto o revocato in caso di mutamento delle condizioni economiche (nuova convivenza, variazione redditi, ecc.). In ogni fase è possibile chiedere la revisione assegno mantenimento se le circostanze cambiano in modo significativo.

Scegliere chi ti affianca in una questione di mantenimento significa mettere nelle sue mani la tua vita familiare, il tuo equilibrio e il tuo futuro economico. Per questo è importante rivolgersi a qualcuno che si occupa prevalentemente di diritto di famiglia, delle persone e dei minori.

Perché affidarsi all’avvocato Sabrina D’Ascenzo

Il mio lavoro è concentrato su questi temi e ciò mi consente di costruire con te un percorso realistico e sostenibile, evitando promesse illusorie e conflittualità inutili.

Ti seguo personalmente in ogni fase: dal primo colloquio all'analisi della documentazione, dalla scelta della strategia (consensuale o giudiziale) alla gestione delle udienze e degli eventuali accordi. Il tuo interlocutore sono sempre io e ti aggiorno costantemente, senza doverti preoccupare di rincorrere informazioni.

L'approccio è quello di una consulenza su misura: niente soluzioni standard, ma un lavoro cucito sulla tua storia, sui bisogni della tua famiglia e sulle tue priorità, con grande attenzione ai figli e agli equilibri familiari.

Trasparenza, ascolto e chiarezza sono per me fondamentali: ti spiego in modo comprensibile diritti, rischi, tempi e costi, così puoi scegliere consapevolmente come procedere. L'obiettivo è accompagnarti, passo dopo passo, verso un nuovo equilibrio, tutelando il più possibile le relazioni e il tuo futuro.

Formazione e specializzazione in diritto di famiglia

La mia attività è dedicata prevalentemente al diritto di famiglia, delle persone e dei minorenni, ambito nel quale seguo un percorso di formazione specialistica continuo. Oltre a molteplici corsi di aggiornamento, ho frequentato la Scuola di Alta Formazione Specialistica di Cammino – Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni, realizzata in collaborazione con la Scuola Superiore dell'Avvocatura del Consiglio Nazionale Forense e con i Dipartimenti di Giurisprudenza delle Università di Roma Tre e di Cassino e attualmente il mio percorso di specializzazione prosegue con il secondo anno presso la Scuola di Specializzazione in Diritto delle Relazioni Familiari, delle Persone e dei Minori "Milena Pini", organizzata da AIAF in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Nel 2022 sono stata relatrice per l'Ordine degli Avvocati di Roma, nell'ambito di un corso di formazione sulla violenza in famiglia, trattando il tema del risarcimento del danno endofamiliare.

Sono inoltre coautrice del volume Separazione, divorzio, annullamento e mediazione familiare (Edizioni AD Maiora, 2021), dedicato ai principali istituti del diritto di famiglia.

Queste esperienze mi consentono di offrirti un supporto aggiornato, rigoroso e profondamente radicato nella pratica del diritto di famiglia.

Richiedi una consulenza con l’avvocato a Roma

Se hai bisogno di un avvocato per il mantenimento della moglie a Roma, puoi fissare un primo colloquio orientativo in cui analizzeremo insieme la tua situazione: valuteremo la sussistenza dei presupposti per il mantenimento, l'eventuale revisione assegno mantenimento, le conseguenze di una nuova convivenza o di un mutamento delle condizioni economiche, e le possibili azioni in caso di mancato pagamento mantenimento.

Al termine del colloquio riceverai un preventivo chiaro e personalizzato, commisurato alle attività necessarie. Possiamo incontrarci in studio, nella zona Prati a Roma, facilmente raggiungibile, oppure organizzare una consulenza a distanza, se vivi fuori provincia o hai difficoltà a spostarti. 

Che tu sia il coniuge che chiede il mantenimento o quello che desidera difendersi da richieste non giustificate, il mio obiettivo è offrirti una guida competente e vicina, per aiutarti a prendere decisioni consapevoli nei momenti più delicati e proteggere ciò che conta: la famiglia, i figli e il futuro.

Dicono di noi

Ioana Aura Maier



Nel difficile percorso di una separazione conflittuale, carico di paure e preoccupazioni, soprattutto per il futuro dei miei figli, ho avuto la fortuna di affidarmi all’avvocato Sabrina D’Ascenzo. Fin dal primo incontro mi ha trasmesso grande fiducia, dimostrandosi una professionista altamente competente, preparata e sempre disponibile. Mi ha seguito con attenzione e costanza in ogni fase della separazione, fornendomi chiarimenti puntuali e guidandomi con equilibrio verso le scelte migliori, tutelando sempre me e i miei figli. Il suo supporto è stato fondamentale non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano.

Consiglio vivamente l’avvocato Sabrina D’Ascenzo a chiunque si trovi ad affrontare situazioni familiari complesse e abbia bisogno di una professionista seria, empatica e capace di restituire serenità in momenti così delicati. Oltre a un’ottimo avvocato, ho trovato una persona di grande umanità. Grazie di cuore per tutto ciò che ha fatto per me e per i miei figli.

Il mio voto non può che essere il massimo che si possa dare.

SA



Sono stato cliente dello studio dell'avvocato Sabrina D'Ascenzo

“Puntuale e precisa, mi sono trovato bene, fornendomi fiducia nella positiva conclusione della causa…”

Paola Cianfarani



Sono stata cliente dell’avv. Sabrina d’Ascenzo per farmi seguire in una complicata separazione e di seguito anche per il divorzio.

Le mie esigenze sono state pienamente soddisfatte. Competenza, professionalità, precisione sono state le parole chiave del mio percorso con lo studio legale mai escludendo l’aspetto umano, sentirsi protetti quando si affrontano questioni legali è importantissimo.

Sicuramente se ne avessi ancora necessità tornerei presso questo studio e lo consiglio vivamente.

Znaidia Chedlia



Alla consulenza dell’Avv. D’Ascenzo darei 10 su 10. Quando mi sono rivolto a lei per la mia separazione, l’avvocato è stata, fin dall'inizio, molto gentile e accogliente, molto ma molto professionale. Mi è stata di un aiuto immenso. È riuscita con grande intelligenza e professionalità a farmi uscire vincente con grande soddisfazione.

Io consiglio a chiunque dell'avvocato Sabrina D'Ascenzo, soprattutto per la sua professionalità e gentilezza.

Monika Micek



Il mio voto pe ril servizio offerto dall'avvocato Sabrina D'Ascenzo è, sicuramente, 5, perchè ha fatto un lavoro impeccabile. Ho avuto la necessità di un avvocato per la mia separazione con affido di un minore. All'inizio avevo, penso i classici, dubbi di ogni persona nel contesto di separazione, cioè avere la miglior tutela per me e soprattutto per il minore. Uan delle cose che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità dello studio nell'approfondire ogni aspetto della situazione oltre la grande professionalità e padronanza della materia che chiaramente portano ai giusti risultati.

L’ Avvocato D’Ascenzo possiede La grande serietà e grande preparazione oltre una notevole esperienza nel caso specifico, si è verificata un ottimo interlocutore in grado di comprendere la delicatezza degli aspetti della separazione, È in grado di gestire al meglio tutta la situazione è garantire tutti i diritti dell'assistito.

Rocco



Valuto la mia esperienza con Lei con un 5 pieno, nella situazione di divorzio in cui mi sono trovato, ho trovato in Lei, sempre assoluta disponibilità e preparazione. I dubbi nella mia situazione,  essendo anche la prima e spero l'ultima di divorzio, erano totali, non avevo idea di nulla come funzionasse e sopratutto quali fossero i miei diritti. Grazie a Lei ho affrontato questo momento difficile, riuscendo a far rispettare i miei diritti.

Suggerisco a tutti coloro che ne avessero bisogno di affidarsi a Lei semplicemente perché in Lei ho trovato una professionista, educata, rispettosa, preparata e decisa. Grazie ancora.
Cordiali saluti Sign. Flocco

Mariagrazia C.



Ero in grosse difficoltà.
Non sapevo da dove iniziare e avevo il timore di far soffrire ai miei figli.
L’Avv. D’Ascenzo è stato un faro di luce.
Mi ha seguita in ogni passo avendo rispetto della mia situazione con il mio ex marito e con i miei figli.

La mia paura più grande era che, “mettendo di mezzo un avvocato”, la situazione peggiorasse e diventasse insostenibile.
Invece così non è stato.

Devo ringraziare l’Avv. D’Ascenzo per come mi ha seguita.
Immagino lavori così con tutti i suoi assistiti, ma io mi son sentita al sicuro come se fosse un qualcosa di eccezionale che non avrei mai trovato in una figura come quella dell’avvocato.

Ho già consigliato l’Avv. ad amici che avevano bisogno di un avvocato specializzato in diritto di Famiglia e la consiglierei ancora.

Giovanni C.



L'importante per me era tutelare i miei figli, fortunatamente grazie all'avvocato D'Ascenzo tutto è andato per il verso giusto.
Quello che ho apprezzato è il lato umano e la capacità di spiegarmi tutto con massima chiarezza e trasparenza. Non potrò mai ringraziarla abbastanza.

Anitza C



Salve Sabrina,
Lei é buon professionale, e logicamente la consiglierei ad amici italiani ed anche stranieri, la mia practica era complessa ma Lei ha fatto oltre le mie spettative.

La ringrazio
Saluti Anitza C

Stefano G



Avevo un problema con la separazione e il mio precedente avvocato mi era sembrato non molto afferrato sul caso.
Meno male che ho cercato su internet e ho trovato l'avvocato D'Ascenzo e sin da subito mi ha fatto capire che era esperta sul diritto di famiglia e infatti sono riuscito ad ottenere quello che mi spettava.

Complimenti avvocato

Alcuni casi seguiti dallo studio

Condanna penale del padre e affidamento delle figlie: la responsabilità genitoriale non decade automaticamente

Situazione di partenza
Un padre, condannato in primo grado per maltrattamenti in famiglia, rischiava di perdere ogni possibilità di partecipare alle decisioni sulle figlie, tra ostacoli ai rapporti e minacce di revoca.

Sfida legale
Dimostrare che una condanna penale, anche per fatti familiari, non comporta automaticamente la decadenza dalla responsabilità genitoriale, da valutare caso per caso nell'interesse dei figli.

Soluzione
Richiesta al Tribunale di una regolamentazione dei rapporti basata sulle reali condizioni delle figlie, supportata da CTU e relazioni dei servizi sociali.

Risultato
Il Tribunale ha disposto l'affidamento super-esclusivo delle minori al padre, con importanti conseguenze anche sul piano penale.

Mantenimento del figlio: la Corte d'Appello può rivalutare le reali capacità economiche dei genitori

Situazione di partenza
Nell'ambito di un procedimento di affidamento e mantenimento, il Tribunale aveva fissato un assegno mensile a carico del padre, ritenuto dalla madre inadeguato alle reali condizioni economiche di quest'ultimo.

Sfida legale
Dimostrare che il reddito dichiarato dal padre non rispecchiava la sua reale capacità economica, e ottenere dalla Corte d'Appello un riesame nel merito, non solo formale.

Soluzione
Reclamo ex art. 473-bis.24 c.p.c., documentando patrimonio immobiliare, movimenti bancari e spese sostenute dalla madre, per ricostruire il reale tenore di vita di entrambi i genitori.

Risultato
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo, riconoscendo al padre una capacità economica superiore a quella dichiarata.

Adozione in casi particolari: quando il legame affettivo diventa famiglia

Situazione di partenza
Un minore con fragilità personali e sanitarie viveva in una struttura di accoglienza, senza famiglia adottiva individuata, legato profondamente a chi se ne prendeva cura ogni giorno.

Sfida legale
Dimostrare che una persona singola, non coniugata, potesse ottenere l'adozione in casi particolari (art. 44, lett. d, L. 184/1983), con il legame affettivo come criterio decisivo.

Soluzione
Ricorso per adozione in casi particolari, documentando la stabilità del legame, la cura quotidiana e l'idoneità affettivo-educativa della richiedente, già assimilabile a una relazione genitoriale.

Risultato
Il Tribunale ha accolto il ricorso, riconoscendo alla richiedente piena idoneità affettiva ed educativa.

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    Dal Lunedi al Venerdi
    9:00 - 19:00

    via Costantino Morin, 45
    00195 Roma zona Prati (RM)

    Eventi e convegni a cui ha partecipato l'avvocato Sabrina D'Ascenzo

    Scuola di alta formazione specialistica avvocati in diritto delle persone, delle relazioni familiari e dei minorenni di Cammino in collaborazione con Scuola Superiore dell’Avvocatura - Fondazione del Consiglio Nazionale Forense e i Dipartimenti di Giurisprudenza delle Università di Roma Tre, Cassino - Lazio Meridionale.

    Corso di formazione: Violenza in famiglia

    Sono stata invitata a tenere un intervento sul tema “il risarcimento del danno endofamiliare” all’interno del Corso sulla violenza in famiglia organizzato dalla Commissione Famiglia e Diritti della Persona presso l’Ordine degli Avvocati di Roma

    Coautrice del volume “Separazione, Divorzio, Annullamento e Mediazione Familiare”

    Libro “Separazione, Divorzio, Annullamento e Mediazione Familiare”

    Sono coautrice del testo “Separazione, Divorzio, Annullamento e Mediazione Familiare”, scritto assieme ad altri Colleghi e Professionisti del settore e relativo non solo alla crisi coniugale ma ad ogni aspetto concernente il diritto di famiglia.

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