Affidamento esclusivo

Mi chiamo Sabrina D'Ascenzo, sono un avvocato del Foro di Roma e mi occupo di tutela legale per la famiglia, in particolare di tutto ciò che riguarda l'affidamento. Assisto le persone nelle cause di affidamento esclusivo ma anche quello super esclusivo, l'affidamento congiunto, degli animali domestici o quello condiviso. Offro consulenza e assistenza legale in materia di diritti e doveri dei figli minorenni e maggiorenni.

Avvocato per affidamento a Roma, con studio in zona Prati. Sono a disposizione per chiarimenti e assistenza.

Avvocato per Affidamento esclusivo a Roma zona Prati: consulenza legale con l'avvocato Sabrina D'Ascenzo

Il cosiddetto affidamento esclusivo è un istituto della giurisprudenza italiana che va considerato l'eccezione all'affidamento condiviso, che rappresenta invece la prassi; scopriamo dunque di che cosa si tratta.

Ancor prima di presentare l'affidamento esclusivo a Roma è fondamentale ricordare che in Italia, con l'approvazione della legge 8 febbraio 2006 n. 54, è venuta meno la disciplina dell'affidamento congiunto.

L'affidamento congiunto prevedeva che a seguito di un iter di separazione o di divorzio, entrambi i genitori conservavano la potestà genitoriale (ora detta responsabilità genitoriale), ovvero la facoltà di intervenire nelle varie decisioni riguardanti i loro figli ma aveva carattere residuale rispetto all’affidamento esclusivo ad un genitore, che era la norma.
L'affidamento congiunto è stato “rimpiazzato” dall'affidamento condiviso, il quale è a giusta ragione considerato una versione evoluta dell'affidamento congiunto.

Con l'affidamento condiviso viene introdotto il principio di bigenitorialità, secondo il quale il minore “ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi” e implica un’effettiva compartecipazione dei genitori alle scelte riguardanti la crescita e la formazione del figlio minore.

Bigenitorialità non equivale, però, a tempo paritario con ciascun genitore e non esclude che il figlio conviva prevalentemente con uno dei genitori (c.d. genitore collocatario), individuato tenuto conto dell’interesse del minore.

L'affidamento condiviso rappresenta ora quindi la regola in presenza di genitori non conviventi o non più conviventi ovvero di genitori coniugati ma separati o divorziati. Tuttavia in taluni casi il giudice può anche disporre un affidamento esclusivo.

Come si può intuire dal nome, nell'affidamento esclusivo soltanto uno dei genitori esercita regolarmente il proprio ruolo genitoriale, l'altro, invece, ne viene escluso.

Nell'affidamento esclusivo, tuttavia, il genitore escluso continua ad avere voce in capitolo per quel che riguarda le decisioni di maggiore interesse del figlio, come possono ad esempio essere quelle relative alla sua salute. Può accadere che il giudice neghi al genitore non affidatario anche tale facoltà, e in tali casi si parla di affidamento super esclusivo.

Quando viene concesso?

Come appena detto, l'affidamento esclusivo rappresenta l'eccezione, dunque si configura in casi piuttosto rari.

Il giudice dispone un affidamento esclusivo nel caso in cui ritenga che uno dei genitori non sia adatto a tale ruolo, e che la sua presenza possa dunque essere dannosa nei confronti della buona crescita dei figli.
Si tratta sicuramente di una decisione molto dura da parte del giudice, la quale viene adottata solo in casi di particolare gravità: di norma si ritiene infatti che i figli abbiano bisogno di entrambi i genitori per poter crescere, dunque privarli di uno di essi è una decisione estrema che viene adottata in casi altrettanto estremi.

Nel caso in cui il giudice ritenga che entrambi i genitori non siano adatti al ruolo di genitore, invece, può disporre l'affidamento dei loro figli a soggetti terzi; una scelta ancor più drastica e dolorosa, senza dubbio, ma in taluni casi necessaria. In questi casi, si può avere, dunque, un affidamento familiare oppure il Tribunale, per lo più in via temporanea e urgente, può disporre un affidamento ai Servizi Sociali, affinché il Servizio attui interventi mirati e percorsi di sostegno alla genitorialità e/o psicoterapeutici per i minori e per i genitori atti a monitorare e sostenere la coppia genitoriale.

Affidamento esclusivo dei minori

Come si diceva in precedenza, l'affidamento esclusivo è una misura che viene presa esclusivamente nell'interesse dei figli: il giudice può valutare di escludere un genitore dal regolare esercizio del suo ruolo genitoriale, ma questo prescinde dai rapporti con l’altro genitore.

Preservare i minori e fare in modo che loro possano crescere nel miglior modo possibile è dunque la priorità, anzi è il solo criterio sulla base del quale un giudice può disporre un affidamento esclusivo. Da questo punto di vista è interessante sottolineare una novità che riguarda in modo specifico i minori coinvolti in simili situazioni familiari: oggi, infatti, anche i minori vengono ascoltati in Tribunale affinché il giudice possa avere un quadro più nitido della situazione e possa prendere la sua decisione con maggior consapevolezza.

In tale fase, ovviamente, è fondamentale che il giudice riesca ad accertarsi che il minore non sia stato manipolato o indotto a fare determinate dichiarazioni da parte dell'uno o dell'altro genitore.

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