Come fare per adottare il figlio del coniuge

Nella società moderna non è raro che le persone intraprendano delle relazioni sentimentali dopo averne avute altre in passato, anche arrivando a contrarre più di un matrimonio civile. In questi casi può tranquillamente succedere che si vada a creare un nuovo nucleo familiare di fatto che oltre ai coniugi include anche i figli avuti da questi da relazioni o anche da matrimoni precedenti. Se dal punto di vista fattuale non si pongono particolari questioni, che cosa dice la legge in merito a questo tipo di diffuse realtà?
È possibile adottare il figlio del coniuge rendendolo legalmente proprio figlio?
Procedere all’adozione del figlio della moglie o del marito avuti da una relazione precedente rientra in quelle ipotesi cosiddette di adozione “in casi particolari” previste dalla legge 184 del 1983.
A tal fine occorrerà il consenso, oltre del coniuge adottante, anche del minore se questo ha già compiuto i 14 anni, o, se di età inferiore, il previo parere del suo legale rappresentante (genitori o tutore), e l’assenso dei genitori biologici del minore.
Il giudice andrà a pronunciarsi a favore dell’adozione indipendentemente dal rifiuto dell’assenso del genitore biologico se tale diniego è ritenuto ingiustificato o contrario all’interesse del minore.
Tutta la procedura si svolge presso il Tribunale per i minori competente in base al luogo di residenza del minore e in caso di esito positivo questi diventa figlio adottivo dell’adottante, senza acquistare rapporti con i parenti dell’adottante (salvo talune aperture da parte della giurisprudenza) e senza perdere quelli che sono i diritti e gli obblighi nei confronti della famiglia d’origine.
Se, poi, il figlio ha raggiunto la maggiore età sarà possibile ricorrere all’adozione del figlio maggiorenne del coniuge, procedura sicuramente più snella della precedente, nata con la finalità di garantire una successione all’adottante e attualmente strumento, anch’essa, per dare riconoscimento giuridico a relazioni affettive consolidate nel tempo, come, appunto, quella tra coniuge e figlio dell’altro coniuge.
In entrambi i casi è importante essere seguiti da un professionista esperto onde affrontare in maniera positiva anche le situazioni più complesse.
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