Come fare il riconoscimento di un figlio nato fuori del matrimonio?

Entrambi i genitori hanno il diritto di effettuare il riconoscimento di un figlio nato al di fuori di un matrimonio, anche se nel momento in cui si è concepito il bimbo uno dei due genitori fosse stato già sposato con un'altra persona. A tal fine è necessario aver compiuto i sedici anni di età, nel caso di genitori minorenni potrà avvenire previa autorizzazione del giudice secondo quanto previsto dall'articolo 250 del Codice Civile.

Il riconoscimento può essere fatto dai genitori nell’atto di nascita, oppure con dichiarazione, posteriore alla nascita o al concepimento, davanti ad un ufficiale dello stato civile o in un atto pubblico. Tale dichiarazione può anche essere inserita nel proprio testamento, ma inizierà ad avere efficacia solo dopo il decesso del testatore, anche se in testamento è stato revocato.

Il riconoscimento, una volta effettuato, è irrevocabile.

Se il riconoscimento avviene quando il figlio ha già compiuto i quattordici anni di età occorre avere anche il suo assenso. Nel caso in cui il minore non abbia compiuto quattordici anni serve, invece, il consenso dell'altro genitore che abbia già effettuato il riconoscimento.

Quando il genitore che ha già riconosciuto il proprio figlio si oppone il genitore che vuole riconoscere il figlio deve richiedere con ricorso l'intervento di un giudice.
In questo caso l’autorità giudiziaria fissa un termine per la notifica del ricorso all’altro genitore e se questo non si oppone entro trenta giorni decide con sentenza che tiene luogo del consenso. Altrimenti, se viene proposta opposizione, dispone l’ascolto del minore, se ha già compiuto i 12 anni o di età inferiore se capace di discernimento, e vaglierà con attenzione tutte le informazioni necessarie per pronunciarsi, sempre tenendo in considerazione il bene del minore e la sua tutela.

Soprattutto in casi così delicati è indispensabile farsi seguire da un avvocato esperto in diritto di famiglia. Quando non sussiste un accordo comune tra le parti un buon legale saprà con intelligenza trovare la via giusta per far valere i diritti del proprio assistito, anche in ipotesi ancor più complicate come il disconoscimento della paternità o l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità.

                 

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