Come fare per adottare una persona maggiorenne in Italia

Per quanto la stragrande maggioranza delle procedure di adozione coinvolgano dei minori ai quali viene data una nuova famiglia, esiste in Italia la possibilità di creare il legame un legame giuridico in qualche modo simile a quello tra genitori e figli anche nei confronti di persone maggiorenni.

L’adozione di maggiorenni non presenta, però, le caratteristiche proprie dell’adozione del minore, istituto pensato nell’interesse di questo, in quanto funzione originaria dell’istituto era assicurare la trasmissione del patrimonio e del cognome dell’adottante privo di discendenza, tuttavia attualmente l’evoluzione dottrinaria e giurisprudenziale ha portato a riconoscere, accanto ad uno scopo patrimoniale, anche una funzione di solidarietà ed assistenza ovvero ad utilizzare l’adozione di maggiorenne per dare veste giuridica a rapporti personali e affettivi radicati nel tempo, ad esempio tra il coniuge e il figlio dell’altro coniuge, vedovo o divorziato.

È utile precisare che con l’adozione il maggiorenne conserva tutti i diritti e tutti i doveri verso la famiglia d’origine, salve le eccezioni di legge, e acquista lo stato di figlio adottivo dell’adottante, senza che sorga alcun rapporto civile con i parenti dell’adottante.

L’istituto trova origine nell’articolo 291 del Codice Civile e nei successivi articoli relativi all’adozione del maggiorenne, così come modificati dalle successive riforme legislative e dalle pronunce della Corte Costituzionale.
L’adottante, che prende la decisione di adottare un maggiorenne, deve avere almeno 36 anni, requisito dettato dal fatto che per quanto la norma preveda un’età minima di 35 anni (e di 30 in casi particolari) non è generalmente derogabile la differenza di 18 anni tra l’adottante e l’adottato anche se vi sono recenti aperture in tal senso.

Adottante ed adottato devono prestare il proprio consenso all’adozione, così come gli eventuali coniugi non separati e i genitori dell’adottato. Inoltre, se l’adottante ha già dei figli questi dovranno prestare il loro assenso se maggiorenni, mentre, generalmente, l’adozione del maggiorenne non è possibile in caso di figli minori.

Se tutti i requisiti sono rispettati e il giudice ritiene che l’adozione rientri nell’interesse dell’adottando, provvederà a emettere sentenza di adozione (che verrà trascritta sull’atto di nascita) ed a partire da quel momento l’adottato dovrà anteporre il cognome dell’adottante al proprio (ma non mancano pronunce della giurisprudenza più recente che consentono di postporlo) ed acquista i diritti successori nei confronti dell’adottato.

Quanto detto è una brevissima presentazione di cosa comporta l’intraprendere il percorso di adozione del maggiorenne, ma le questioni da esaminare sarebbero molte di più. Le situazioni reali in cui ci si muove verso l’adozione del maggiorenne presentano talvolta notevoli complessità, non necessariamente giuridiche ma anche umane. A questo proposito essere affiancati da un bravo avvocato di famiglia è fondamentale per portare a termine con successo tutto il percorso e l’avv. Sabrina D’Ascenzo, avvocato di famiglia a Roma con anni di esperienza nel settore è la professionista giusta per chiunque si trovi ad affrontare questo cammino.

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