E' finito l'amore della vita? Scopriamo come un avvocato può venirci in aiuto

Quando inizia un amore si crede sempre che questo sia destinato a durare in eterno. Si fanno progetti insieme, si inizia a creare una vita in comune e si può arrivare anche a convolare a nozze.

Può però capitare che anche l’amore che sembrava quello “della vita” arrivi ad un binario morto e finisca.

Non c’è nulla di male a riconoscerlo e non è nemmeno, purtroppo, un avvenimento così raro. Certo si tratta di un momento dal forte impatto emotivo, durante il quale non si riesce a pensare con lucidità a molto altro.

Inoltre, quando la fine di un amore rappresenta anche la fine di un matrimonio, al fattore emotivo si aggiunge anche l’aspetto legale della questione, con una serie di problematiche e di aspetti che è bene conoscere soprattutto se ci si trova nella situazione poc’anzi descritta.

Solitamente, una volta che si prende atto della crisi del matrimonio, si intraprende un percorso legale fatto di un momento di separazione dei coniugi, istituto di carattere temporaneo che sospende gli effetti civili del matrimonio, seguito, nel caso si ritenesse che la crisi coniugale sia irreversibile, dal divorzio, istituto che, invece, determina lo scioglimento del matrimonio (o ne fa venir meno gli effetti civili se concordatario)

Per arrivare al divorzio, la legge prevedeva in passato tempi lunghi in quanto occorrevano 3 anni dalla separazione prima di poter ottenere il divorzio.
Con la legge n. 55/2015 la disciplina è stata riformata introducendo quello che viene comunemente chiamato divorzio veloce, in quanto è stato ridotto il tempo tra separazione e divorzio in base al tipo di separazione.

In caso di separazione giudiziale, ovvero quella separazione le cui condizioni vengono determinate dal tribunale su richiesta di uno dei due coniugi e che permette di individuare anche se vi sia l’addebito della separazione ad uno dei coniugi (la cosiddetta separazione per colpa), il tempo richiesto di separazione passa da 3 anni a soli 12 mesi.
Viene addirittura ridotto a sei mesi in caso di separazione consensuale, ovvero quando sono i coniugi a trovare l’accordo sulle condizioni della separazione.

Detta riduzione si applica in anche in caso di separazione consensuale con figli o divorzio congiunto con minorenni, maggiorenni non economicamente autosufficienti o diversamente abili, anche se in questi casi si dovrà ricorrere obbligatoriamente al Tribunale o alla negoziazione assistita e non potrà aversi la procedura semplificata dell’accordo innanzi all’Ufficiale di Stato Civile prevista dall’art. 12 D.L. 132/2014.

In una situazione giuridicamente così complessa, fatta di dettagli che ognuno dei partner tenderà ad interpretare a proprio modo e che si va a fondere con lo stato emotivo dei protagonisti, il migliore alleato che ci può venire in aiuto è un avvocato. Oltre ad essere una figura prevista dalla legge nella maggior parte dei procedimenti di separazione e di divorzio, l’avvocato è quel professionista che può darti il supporto umano di cui si ha bisogno in tali delicati momenti, rimanendo al contempo sempre ben focalizzato sugli aspetti tecnico-giuridici della questione.
Sotto questa luce, la scelta dell’avv. Sabrina D’Ascenzo e del suo studio di avvocato separazione Roma è il miglior aiuto che si possa avere.

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