Impugnabile per difetto di veridicità il riconoscimento di figlio naturale avvenuto in mala fede (Cass. Civ., sez. III, ordinanza n. 5242 del 21 febbraio 2019)

In questa pronuncia la Suprema Corte torna dopo vent’anni ad affrontare il tema del “riconoscimento di compiacenza” ovvero il riconoscimento effettuato da chi abbia consapevolezza di non essere il padre biologico, solitamente per compiacere la madre, partner dell’autore del riconoscimento.

Il fatto.

Su ricorso di B.F., il Tribunale di Latina accolse la domanda proposta contro B.D.A. e M.D., accertò che B.D.A. non era figlia naturale di B.F. e dichiarò la falsità del riconoscimento effettuato da B.F. dinanzi al notaio nel 1995. Avverso tale sentenza proposero appello B.D.A. e M.D., lamentando la violazione degli interessi del minore alla certezza e stabilità dei rapporti familiari e deducendo la mancata allegazione di fatti nuovi sopravvenuti, essendo il riconoscimento avvenuto nella consapevolezza di non essere padre naturale.

La Corte d’appello di Roma ha respinto l’appello, osservando che la legge non richiede la sopravvenienza di fatti nuovi e l’interesse della minore alla tutela della propria identità non sussisteva, avendo ella sempre saputo della falsità del suo  riconoscimento. La pronuncia della Corte distrettuale è stata, dunque, oggetto di ricorso per cassazione proposto da B.D.A. e M.D.                           

La Corte di Cassazione afferma, al riguardo, che l’azione di impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità è ammessa in ogni caso in cui il riconoscimento non sia obiettivamente veridico. Ne deriva che non hanno rilevanza gli stati soggettivi di buona o mala fede dell’autore del riconoscimento.

Pertanto, l’azione può proposta anche se il riconoscimento è stato fatto nella consapevolezza dell’altrui paternità. In questo caso, dunque, l’impugnativa compete non solo al figlio stesso o a un terzo che voglia far dichiarare la falsità del riconoscimento avvenuto in mala fede(ad esempio gli eredi dell’autore del riconoscimento) ma anche ha colui che ha effettuato il falso riconoscimento nella consapevolezza di non essere il padre biologico del figlio.

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