Come ottenere l'autorizzazione alla vendita di beni di minori

I minori d’età, pur essendo sottoposti nella stragrande maggioranza dei casi alla responsabilità genitoriale dei genitori (o di uno di essi) o alla tutela legale di un soggetto terzo in caso di mancanza dei genitori o di decadenza di questi dalla responsabilità genitoriali, possono essere comunque proprietari di beni sia mobili che immobili anche di ingente valore.

Il caso più comune in cui questo avviene è quello in cui il minore ha ricevuto, per donazione o per via ereditaria, beni dal valore economico importante dei quali il minore risulta a tutti gli effetti titolare della proprietà non avendo tuttavia, in linea generale, la capacità di agire e di conseguenza la capacità di poter disporre la vendita di detti beni. Pertanto, nel caso in cui dovesse rendersi necessaria o semplicemente si manifesti la volontà della cessione di beni che appartengono legalmente al minore i genitori o il tutore legale dovranno essere autorizzati da un giudice al compimento di tale atto.

Per ottenere l’autorizzazione, il genitore dovrà presentare apposita istanza, in sede di volontaria giurisdizione, al giudice tutelare del luogo del domicilio del minore (art. 320 c.c.) affinché emetta un provvedimento autorizzativo, senza il quale non si potrebbe procedere alla vendita del bene del minore.

Se è il tutore a dover procedere con la vendita, o più in generale con la cessione di qualunque tipo, sia a titolo oneroso che gratuito, di beni  del minore sottoposto alla sua tutela, sarà competente il Tribunale del luogo di residenza del minore (art. 375 c.c.), il quale darà l’autorizzazione previo parere del giudice  tutelare, che va depositato unitamente al ricorso o che il Presidente può richiedere d’ufficio se non allegato alla domanda.

Pur trattandosi di una procedura tendenzialmente veloce si tratta comunque di un procedimento di Camera di Consiglio, che dovrà seguire un preciso iter così come stabilito dal codice di procedura civile.
Il giudice nel determinare se dare o meno l’autorizzazione alla cessione dovrà valutare le particolarità del caso e decidere nell’interesse del minore.

Se, poi, si tratta di beni pervenuti al minore per causa di morte occorre distinguere:  i genitori dovranno rivolgersi al giudice tutelare del luogo di residenza del minore in caso di beni definitivamente acquisiti nel patrimonio del minore a seguito della chiusura del procedimento di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario;  se, al contrario, il procedimento di acquisto iure hereditario non sia ancora concluso sarà competente il tribunale del luogo di apertura della successione, che deciderà previo parere del giudice tutelare (art. 747 c.p.c.). In questo caso l’indagine del giudice non sarà limitata all’interesse del minore ma riguarderà anche quello degli altri soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità.

Se si sta valutando la vendita di beni che risultano di proprietà di un minore, come ad esempio un immobile, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un avvocato specializzato in diritto di famiglia che sappia valutare preventivamente la questione e indirizzarti subito sulla strada giusta da seguire per poter procedere con la vendita nel modo più rapido possibile.

A questo proposito lo studio dell’avvocato Sabrina D’Ascenzo è una scelta che garantisce competenza e doti umane, un mix vincente quando si devono trattare questioni delicate come quella presentata in questa breve trattazione.

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