Divorzio in caso di matrimonio civile: cosa fare

Il divorzio in caso di matrimonio civile avviene se dopo la separazione tra i due coniugi non si è giunti ad una riappacificazione oppure in assenza di separazione se ricorre una delle altre condizioni previste dall’art. 3 L. n. 898/1970. Con il divorzio in sede di matrimonio civile viene meno il vincolo coniugale e cessano i diritti e doveri fra i coniugi.

Si parla anche, infatti, di scioglimento del matrimonio a differenza del divorzio a seguito di matrimonio religioso con effetti civili: in questo caso la disciplina civilistica del divorzio è la stessa e anche in tale ipotesi verrà meno il rapporto di coniugio per la legge italiana ma si parlerà di cessazione degli effetti civili del matrimonio, perché i coniugi resteranno tali per la religione da essi professata. La procedura può seguire due vie.

La prima è quella del divorzio consensuale, o meglio congiunto, sicuramente più indicata, perché con tempi più brevi e senza particolari problematiche. Per poter effettuare la cessazione del matrimonio in modo consensuale bisogna che tutte e due le parti abbiano già raggiunto un accordo e siano in sintonia su ogni tipo di questione come collocamento dei figli, assegni di mantenimento e assegnazione della casa coniugale.

In caso di accordo, in luogo del divorzio congiunto, che è un procedimento innanzi al Tribunale, i coniugi potranno evitare di rivolgersi ad un Giudice e avvalersi della negoziazione assistita, con l’assistenza di un avvocato per ciascuno, ovvero, se ne ricorrono i presupposti,  procedere al divorzio con dichiarazione resa al Sindaco in veste di ufficiale di stato civile.

Quando non si riesce a raggiungere un accordo fra i due coniugi purtroppo l'unica via legale per la cessazione del matrimonio è quella del divorzio giudiziale.

Questa tipologia di divorzio ha tempi molto lunghi che possono variare in base alle udienze e alle richieste che il Giudice del tribunale dovrà vagliare. Solitamente non si raggiunge un'intesa sull'assegno post-matrimoniale per il coniuge più debole e per il mantenimento dei figli, ma spesso possono insorgere anche problematiche legate all'affidamento dei minori. Sono situazioni molto delicate e farsi affiancare da un avvocato competente, preparato ma allo stesso tempo sensibile è la scelta più intelligente per riuscire ad uscire da una situazione critica senza stress. 

Nel caso di un divorzio senza figli uno dei punti che vengono più discussi nei tribunali è quello dell'assegno di mantenimento da versare al coniuge più debole economicamente.

Questo assegno può essere richiesto se il coniuge “non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive, come recita l’art. 5 della l. n. 898/197°. Tale norma è stata oggetto di recenti nuove interpretazioni della Corte di Cassazione, che, dopo aver ancorato per decenni l’assegno divorzile all’esigenza di assicurare lo stesso tenore di vita in costanza di matrimonio, ha dapprima ritenuto necessario presupposto la mancanza di autosufficienza economica del richiedente per poi assestarsi sulla necessità di tener conto del contributo dato dal coniuge istante alla famiglia, al patrimonio di questa e dell’altro coniuge, riconoscendo all’assegno divorzile principalmente una funzione contributivo-perequativa.

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