Stufo di litigare con la moglie? Matrimonio finito? Vediamo cosa fare

I litigi si fanno sempre più frequenti, svanisce il piacere di stare con l’altra persona e si arriva persino al punto in cui tornare a casa dopo una giornata di lavoro può diventare un peso e, pur di non condividere gli spazi con il partner, si inventano impegni e scuse: è il momento di prendere atto che il matrimonio, almeno dal punto di vista del sentimento, è finito.

Purtroppo però, essendo il matrimonio un legame con valore legale, la fine del sentimento non è sufficiente a scrivere la parola fine sullo stesso. Bisogna procedere secondo quanto previsto dalla legge per arrivare allo scioglimento del matrimonio, in caso di matrimonio civile, o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, in caso di matrimonio concordatario (quello celebrato dalla chiesa cattolica avente anche valore civile).

Il procedimento di divorzio previsto dall’ordinamento italiano non è semplice come avviene in altri paesi, in quanto vi è l’obbligatorietà, tranne in casi particolarmente gravi previsti dalla legge, di passare attraverso una fase provvisoria, detta di separazione, nella quale il matrimonio è solo sospeso.

Tuttavia, dal 1970 quando è stato introdotto l’istituto del divorzio, il procedimento per arrivare alla sentenza di divorzio è stato notevolmente semplificato ed in particolare, con la riforma della disciplina introdotta con la legge 55/2015, si parla oggi di divorzio veloce o divorzio breve.
Tale definizione è dovuta al fatto che, pur mantenendo il periodo provvisorio di separazione (il legislatore ha rigettato la proposta di introduzione nel testo della riforma del divorzio immediato), la durata di tale periodo è stata ridotta ad un anno in caso di separazione giudiziale, cioè su istanza di uno dei coniugi e con i termini della separazione determinati da un giudice, mentre in caso di separazione consensuale, vale a dire con un accordo tra i coniugi sui termini della separazione, il periodo diventa addirittura di soli sei mesi.

La breve e semplificata presentazione esposta qui sopra vuole essere solo un’indicazione di quelle che sono le tappe da affrontare quando un amore finisce. La questione è nella realtà molto sfaccettata e possono esserci altri elementi o altre persone da tenere in considerazione.

Si pensi ad esempio al caso delle separazioni con figli minorenni o a quello in cui uno dei coniugi abbia rinunciato a costruirsi una carriera professionale per sostenere l’altro e che quindi rischierebbe di trovarsi senza alcuna disponibilità materiale in seguito al divorzio.

Proprio per evitare problematiche che vadano ad aggiungersi al già non semplice periodo del divorzio e ricordandosi che è meglio chiudere una storia che non funziona piuttosto che portarla avanti tra litigi e rancori, l’avv. Sabrina D’Ascenzo, avvocato divorzista a Roma,  ed il suo studio sono pronti ad offrire tutto il supporto tecnico ed umano che la situazione richiede in modo da permettere di ritrovare la serenità a chi l’ha perduta.

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