Matrimonio finito? Vediamo cosa fare per tutelarsi legalmente

Chiunque al momento di pronunciare il fatidico sì lo fa nella convinzione che il matrimonio che si sta contraendo sarà per sempre. Se però si guarda quella che è la realtà, si vede come siano in costante crescita i matrimoni che finiscono con il divorzio dei coniugi e ancora di più sono le coppie che attraversano un periodo di separazione, tappa pressoché obbligata per arrivare al divorzio. 

Per chi sta vedendo il proprio matrimonio andare verso la fine (o anche semplicemente se si vuole essere preparati sul tema) qui di seguito ci sono delle utilissime informazioni che permettono di affrontare in modo più consapevole un momento che di per sé è caratterizzato da un forte carico emotivo.

Innanzitutto bisogna sapere che la separazione, istituto che sospende gli effetti civili del matrimonio, può avvenire in forma consensuale o in via giudiziale.
Le due forme differiscono notevolmente sia nel procedimento che in alcuni aspetti di quelle che sono le condizioni della separazione.

Nel primo caso, vale a dire quello della separazione consensuale, entrambi i coniugi sono d’accordo sulla necessità e sulle condizioni della separazione quali l’eventuale assegno di mantenimento ed il destino della casa familiare. In linea di massima è anche possibile procedere con la separazione consensuale con figli minorenni nel nucleo familiare, a patto che ne siano tutelati gli interessi, inclusi quelli di natura economica. Se i coniugi non dovessero trovare un accordo e fosse quindi impossibile la separazione consensuale, si opterà invece per la via giudiziale, vale a dire affidando su iniziativa di uno dei coniugi la decisione sulle condizioni al Tribunale, che provvederà dopo aver espletato gli opportuni accertamenti.

Rispetto alla separazione consensuale, la separazione giudiziale permette di individuare se vi sia un responsabile della separazione, con conseguenti effetti giuridici particolarmente importanti: in caso di separazione per colpa o separazione con addebito, il coniuge al quale viene addebitata la separazione perde infatti il diritto all’assegno di mantenimento (ma, si presti attenzione, non agli alimenti) e i diritti successori verso l’altro coniuge (salvo il diritto ad un assegno vitalizio a carico dell’eredità se godeva degli alimenti). 

Le informazioni sino a qui elencate permettono di affrontare con più coscienza il momento della separazione.

Tuttavia l’argomento è molto complesso e, come accennato in apertura, ci si trova ad affrontarlo in preda a quella che può essere una vera e propria tempesta emotiva. Avere al proprio fianco un avvocato esperto e con le giuste caratteristiche umane, come l’avv. Sabrina D’Ascenzo con il suo studio di avvocato separazione Roma, è fondamentale per avere il giusto supporto tecnico e per mantenere la lucidità necessaria che serviranno ad ottenere il migliore dei risultati possibili.  



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