Quando è obbligatorio pagare gli alimenti ai figli maggiorenni?

L'art. 30 della Costituzione e gli articoli 147 del codice civile e 315 bs c.c. (quest’ultimo con riferimento al corrispondente diritto per i figli) sanciscono per entrambi i genitori, coniugati e non, il dovere di mantenimento della prole, alla quale è, inoltre, obbligatorio garantire istruzione ed educazione.

L art. 337 septies c.c. ha rafforzato il concetto sentenziando che il giudice, dopo aver valutato le circostanze in essere, può obbligare i genitori a versare un assegno periodico ai figli maggiorenni non ancora indipendenti economicamente.  La durata di questo obbligo è mutevole e deve essere valutata caso per caso.  

Quando vengono meno i presupposti, l'obbligo cessa. Qualora il figlio si trovasse nuovamente privo di sostentamento economico, è possibile far sorgere un obbligo alimentare nei confronti dei genitori ma non il dovere ad un mantenimento generale.

I limiti per definire il concetto di indipendenza economica

L'obbligo verso la prole maggiorenne prevede come limite l'acquisizione dell'indipendenza economica.      

Sono molte le sentenze della Cassazione che contribuiscono alla definizione dei limiti del concetto di indipendenza dei figli maggiorenni.   
La sentenza Cass. n 18/2011 sottolinea che tale obbligo non può venire meno in funzione della presenza di un qualsiasi impiego o reddito. Il lavoro precario, ad esempio, non è considerato una fonte idonea a garantire un'autosufficienza economica.

Le sentenze Cass. n. 4765/2002 e n. 21773/2008 specificano, infatti, che l'impiego deve consentire un reddito corrispondente alla professionalità e dare modo di ottenere un'appropriata collocazione economico e sociale, adeguata alle proprie attitudini ed alle proprie aspirazioni. Il relativo accertamento sarà, dunque, necessariamente ancorato alle inclinazioni e ambizioni, al percorso scolastico, universitario e post-universitario del soggetto ed alla situazione attuale del mercato del lavoro, con specifico riguardo al settore nel quale il figlio abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione.

I motivi per ottenere l'esonero dall'obbligo

Come per il mantenimento del coniuge in caso di separazione o divorzio, così il dovere di provvedere economicamente ad un figlio maggiorenne può cessare in presenza di determinate condizioni.

Sia giurisprudenza che dottrina ritengono di escludere l'obbligo quando l'autosufficienza economica non viene raggiunta per negligenza o alta causa imputabile al figlio, come ad esempio il rifiuto ingiustificato ad un'opportunità lavorativa offerta.

L'esonero può essere concesso anche in caso di colpevole inerzia della prole che proroga il percorso di studi senza profitto per svariati anni.  

Non sono rilevanti, invece, il conseguimento di un alto titolo di studio, come ad esempio la laurea o il master, o la formazione di un proprio nucleo familiare da parte del figlio, a meno che in quest'ultimo caso non si tratti di un’entità familiare economicamente indipendente. 

Ovviamente l’obbligo viene meno, inoltre, con il raggiungimento dell’indipendenza economica, come sopra precisata.

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