Come fare legalmente il riconoscimento di figlio

Il riconoscimento di un figlio (in passato riconoscimento del figlio “naturale””), atto con il quale i genitori non uniti in matrimonio riconoscono il figlio come tale facendone derivare quindi degli effetti giuridici e che era conosciuto come legittimazione dei figli, non è sempre una cosa scontata. Può infatti capitare che per motivi personali uno dei genitori, o addirittura entrambi, non riconoscano il figlio come tale.

Se prima della riforma del diritto di famiglia avvenuta con la legge 219/2012 ed attuata mediante il d.lgs. 154/2013 la questione era complessa ed ancorata a concetti considerati non più in linea con i valori della società contemporanea come quelli di figlio legittimo e figlio naturale, successivamente a detta riforma tale distinzione non sussiste più e si parla solo di figli nati nel matrimonio e figli nati all’infuori del matrimonio, entrambi con il medesimo status di figlio, dunque con i medesimi diritti e doveri.

Proprio nei confronti dei figli nati al di fuori del matrimonio  si pone, dunque, la questione del riconoscimento. In questo caso, infatti, la legge prevede che il riconoscimento venga espresso formalmente dai genitori nell’atto di nascita, o se dovesse avvenire in un momento successivo alla nascita, il riconoscimento è da effettuarsi mediante dichiarazione davanti all’ufficiale dello stato civile, o mediante atto pubblico ovvero essere espresso in un testamento.

Nel caso che il riconoscimento dovesse avvenire non contemporaneamente, il genitore che per primo ha riconosciuto il figlio dovrà dare il proprio consenso al riconoscimento; in assenza del consenso l’altro genitore dovrà ricorrere al Giudice. Se il riconoscimento dovesse avvenire oltre il compimento del quattordicesimo anno di età del figlio, occorrerà ottenere l’assenso di quest’ultimo.

Con il riconoscimento sorgono in capo al genitore (o ai genitori) che lo hanno effettuato ed al figlio riconosciuto una serie di diritti e doveri che sono quelli propri del rapporto tra genitori e figli nati in costanza di matrimonio, pur se con alcune differenze in caso di riconoscimento da parte di solo uno dei genitori o di riconoscimento non contemporaneo.

A titolo esemplificativo si consideri la questione relativa al cognome: al figlio riconosciuto non contemporaneamente sarà attribuito il cognome del genitore che ha effettuato per primo il riconoscimento e, se questo dovesse essere la madre, solo dopo richiesta del figlio maggiorenne o decisione del giudice in caso di figli minorenni il cognome del padre andrà ad affiancare o sostituire quello della madre. Altra questione interessante riguardava, in passato, la responsabilità genitoriale: assunta da entrambi i genitori in caso che questi fossero conviventi, oppure dal genitore con cui il figlio viveva in caso di genitori non conviventi. Attualmente la responsabilità genitoriale è di entrambi, a prescindere dalla convivenza con il figlio.

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