Contestazione dello stato di figlio

In seguito alla legge del 10 dicembre 2012 n. 219 sullo status filiationis, dal punto di vista giuridico sono cambiate molte cose relative allo stato di figli legittimi, vale a dire i figli nati in costanza di matrimonio, e figli naturali, ovvero i figli nati al di fuori del legame matrimoniale. I cambiamenti apportati hanno giovato a diverse situazioni familiari, sia nel caso della separazione con figli che nel caso del divorzio con figli, ma anche per quanto riguarda più in generale il mantenimento dei figli.

Contestazione dello stato di figlio: come tutelarsi con l'aiuto di un avvocato

Nonostante le differenze tra i figli naturali e quelli legittimi siano state sostanzialmente eliminate (art. 315 c.c. “tutti i figli hanno lo stesso stato giudico”) esiste ancora fattispecie in cui viene tale distinzione rileva: quello della contestazione dello stato di figlio.

Tale contestazione, disciplinata dall'articolo 240 c.c. prevede che "Lo stato di figlio può essere contestato nei casi di cui al primo e secondo comma dell’articolo 239 c.c.." In altre parole è possibile affermare che la contestazione può avvenire qualora ci si trovi davanti a una supposizione di parto oppure qualora si tratti di una sostituzione di neonato ovvero in caso di figlio nato nel matrimonio ma iscritto come figlio di ignoti, sebbene quest’ultima ipotesi sembri impropriamente richiamata, poiché in tal caso il figlio non assume nessuno status.

I casi specifici della contestazione dello stato di figlio e come tutelarsi

Sulla base di quanto affermato dall'articolo 239 c.c., una persona che scopre di essere nata da persone biologicamente diverse da quelle inserite nell'atto di nascita ha la facoltà di contestare il proprio status di figlio. Si tratta di un'azione imprescrittibile, ossia proponibile senza limiti di tempo e volta ad invalidare lo stato di figlio nato nel matrimonio.

Spesso si tende a confondere la contestazione con il reclamo dello stato di figlio, nonostante le due azioni giuridiche siano fondamentalmente diverse. Nel caso del reclamo infatti è il figlio ad esercitare l'azione richiedendo l'attribuzione di uno stato diverso da quello risultante nell'atto di nascita. Per quanto concerne la contestazione invece si tratta di una vera e propria rimozione dello stato richiesta dal genitore o da chiunque vi abbia interesse, incluso il figlio. Trattandosi di un argomento delicato, che vede coinvolti genitori e figli, qualora si voglia ricorrere all'azione di contestazione è necessario rivolgersi ad un professionista del settore.

Tale figura professionale, oltre ad indirizzare il cliente verso le scelte giuridiche più adeguate, è anche la persona che più di ogni altra è in grado di offrire al cliente gli strumenti indispensabili per tutelarsi.

 

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