Che differenza c'è tra riconoscimento e legittimazione dei figli naturali

Una volta avere figli tra persone non sposate rappresentava una situazione problematica. Si distingueva tra figli legittimi, legittimati, figli naturali e questi ultimi si vedevano riconosciuti diritti diversi. La legittimazione permetteva l’attribuzione della qualità di figlio legittimo a colui che era nato fuori del matrimonio ed estendeva ai figli naturali gli stessi diritti dei figli legittimi.

Con la naturale evoluzione della società e dei costumi tale distinzione è diventata anacronistica e il legislatore ha eliminanato gradualmente le differenze tra figli legittimi e figli naturali. In particolare, la legge 219/2012 ha equiparato lo status e i diritti di tutti i figli, siano essi nati in costanza di matrimonio o fuori di esso, prevedendo l’unificazione delle disposizioni disciplinanti i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli nati nel matrimonio e dei figli nati fuori del matrimonio.

L’unica distinzione che oggi si può riscontrare tra figli nati all’interno del matrimonio e figli nati fuori dal matrimonio riguarda l’accertamento dello stato di figlio. Infatti, in caso di figli nati al di fuori del matrimonio, affinché si abbia uno stato di filiazione rilevante per il diritto occorre procedere con il riconoscimento.

Questo può essere espresso formalmente dai genitori nell’atto di nascita, altrimenti, se dovesse avvenire in un momento successivo alla nascita, il riconoscimento può essere effettuato mediante dichiarazione davanti all’ufficiale dello stato civile, o mediante atto pubblico ovvero essere espresso in un testamento. Nel caso in cui il riconoscimento dovesse avvenire non contemporaneamente, il genitore che per primo ha riconosciuto il figlio dovrà dare il proprio consenso al riconoscimento; in assenza del consenso l’altro genitore dovrà ricorrere al Giudice. Se il riconoscimento dovesse avvenire oltre il compimento del quattordicesimo anno di età del figlio, occorrerà ottenere l’assenso di quest’ultimo.

A questo proposito, il riconoscimento del figlio maggiorenne, pur essendo generalmente più semplice presupponendo necessariamente l’accordo tra figlio e genitore, deve comunque procedere secondo l’iter previsto per il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio ed è da distinguersi dall’adozione del maggiorenne, che richiede un procedimento di volontaria giurisdizione.

Vista la complessità della questione sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista emotivo, nell’eventualità che si debba affrontare una procedura di riconoscimento affidarsi ad un bravo avvocato di famiglia è la miglior scelta che si possa fare. L’avv. Sabrina D’Ascenzo, avvocato di famiglia a Roma, saprà guidare passo dopo passo chiunque si trovi ad affrontare questo percorso riuscendo a garantire il perfetto mix di competenze tecniche e di sensibilità umana in una fase così delicata.

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