Scioglimento del matrimonio: come avviene?

Se l’amore tra moglie e marito finisce e si è sicuri che non vi sia nulla da fare al riguardo la scelta migliore è chiaramente quella di procedere con la separazione ed il divorzio.
Per quanto ormai entrato nell’ordinamento italiano da più di cinquant’anni (è stato introdotto con la legge 898/1970) c’è sempre un po’ di timore causato dalla procedura, che ha “fama” di essere molto lunga e complessa. Tuttavia la situazione è decisamente cambiata negli anni, in particolare dopo che la disciplina è stata rivista con la legge 55/2015 che ha introdotto il divorzio veloce o divorzio breve.

Prima di esaminare quanto previsto dalla nuova normativa è bene specificare che la procedura va a sciogliere il matrimonio solo in caso di matrimonio civile, mentre in caso di matrimonio concordatario il divorzio si limiterà a porre fine agli effetti civili del matrimonio ma non provvederà a scioglierlo dal punto di vista religioso.

Detto ciò, con la nuova disciplina i tempi della separazione necessari per poi chiedere il divorzio si accorciano fino anche a soli 6 mesi rispetto ai precedenti tre anni.

E’ possibile presentare la domanda di divorzio dopo soli 6 mesi in caso di separazione consensuale, vale a dire quando i coniugi sono d’accordo su tutte condizioni della separazione incluse quelle economiche e sull’eventuale tutela dei figli, quindi anche in caso di separazione consensuale con figli minorenni sia se avvenuta in sede di negoziazione assistita che con accordo omologato dal Tribunale.

Se la separazione non dovesse essere consensuale ma giudiziale, vale a dire il caso in cui le parti delegano ad un giudice la determinazione delle condizioni (e magari dell’eventuale responsabilità della separazione), i tempi sono più lunghi, in quanto si passa da 6 a 12 mesi, termine comunque decisamente minore rispetto ai precedenti 3 anni. Anche in questo caso la presenza di figli non è un ostacolo all’accelerazione dei tempi ed è, dunque, possibile il divorzio breve con figli minorenni.

Chiaramente, se si è nella spiacevole situazione di dover affrontare il divorzio, sarà necessario farsi affiancare da un avvocato. L’unica ipotesi in cui non è richiesta dalla legge l’assistenza di un legale è quella prevista dal D.L. n. 132/2014, convertito con l. 162/2014, che, a condizione che non vi siano figli minori,  figli maggiorenni con handicap grave, incapaci o non economicamente autosufficienti e purché non vi siano patti che prevedano trasferimenti patrimoniali, consente di divorziare  con accordo innanzi al sindaco quale ufficiale di stato civile. Anche in questo caso è, tuttavia, consigliabile essere seguiti da un professionista che sappia accompagnarci lungo questo percorso.

L’avv. Sabrina D’Ascenzo, avvocato divorzista a Roma, a questo proposito è il profilo ideale per avere il giusto mix di competenza tecnica giuridica e di sensibilità per portare a termine questo passaggio della propria vita.

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