Quando sono obbligatori gli alimenti per la separazione?

Quando un matrimonio arriva al capolinea e si prende la decisione di separarsi, all’aspetto emotivo si va ad aggiungere la preoccupazione economica, visto che viene a mancare quello che era un equilibrio consolidato.

La legge prevede degli strumenti a tutela del coniuge “debole” in fase di separazione (ed anche una volta arrivati al divorzio): nel linguaggio comune si parla di “alimenti”, tuttavia in senso stretto gli alimenti sono solo una delle prestazioni che possono essere previste, e non solo in caso di separazione, e vanno distinti dall’assegno di mantenimento.

Gli alimenti in senso stretto sono una prestazione prevista dall’articolo 143 del codice civile ed hanno carattere assistenziale. Sono cioè da versarsi, peraltro non solo dal coniuge ma anche da altri familiari (figli, genitori, fratelli e sorelle, generi e nuore, suoceri...) a quei soggetti che dovessero trovarsi in uno stato di particolare indigenza, ossia che non siano in grado di soddisfare le proprie esigenze primarie, quali vitto, medicine, alloggio.

Discorso diverso per quanto riguarda il mantenimento alla moglie o al marito, contributo economico che nell’ipotesi di separazione ha lo scopo di permettere alla parte economicamente più debole di mantenere il tenore di vita che aveva durante il matrimonio.

Ha, quindi, una portata più ampia degli alimenti, poiché va al di là dei semplici bisogni primari. Il mantenimento può essere concordato tra le parti di comune accordo, come nel caso della separazione consensuale con figli o meno, oppure essere stabilito da un giudice se la separazione è di tipo giudiziale. Da segnalare che indipendentemente dalla situazione economica, in caso di separazione per colpa, o meglio con addebito, vale a dire quando una delle due parti è ritenuta responsabile della separazione, tale coniuge perde il diritto al mantenimento ma non viene intaccato il diritto agli alimenti.

Vista la complessità della situazione e la confusione che generalmente c’è sul tema è d’obbligo consultarsi con un avvocato di famiglia, come l’avv. Sabrina D’Ascenzo. Il contributo della professionista sarà fondamentale nell’attraversare una fase delicata della vita come quella della separazione e nel permettere di ripartire con nuova energia quando tutto sarà alle spalle.

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