Mancato pagamento dell'assegno di mantenimento per i figli: cosa fare?

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento dei figli è un evento che seppur spiacevole può, per diversi motivi e nostro malgrado, capitare dopo una separazione o un divorzio ovvero a seguito dello scioglimento di una convivenza. I genitori sono, infatti, tenuti a mantenere i figli fino alla maggiore età o comunque fino a quando questi non siano economicamente indipendenti. Il mancato pagamento del mantenimento dei figli costituisce, dunque, un inadempimento ad un obbligo e come tale il genitore avente diritto (o, in taluni casi, il figlio maggiorenne) ha a sua disposizione degli strumenti sia di natura civilistica che penalistica mediante i quali far valere i propri diritti ed ottenere quindi quanto spettantegli.

Sotto il profilo civilistico in caso di inadempimento, il genitore (o figlio maggiorenne) creditore può procedere con la richiesta di pignoramento nei confronti del genitore inadempiente, di norma dopo aver inviato una raccomandata allo stesso genitore inadempiente e procedendo con esecuzione forzata solo in seguito ad un perdurare della situazione di inadempimento.

Con il pignoramento si riesce ad ottenere che la cifra dovuta e non corrisposta venga prelevata ad esempio dallo stipendio o dal conto in banca del genitore inadempiente in modo che il mancato assegno di mantenimento dei figli venga versato direttamente a chi ne ha diritto da parte di soggetti terzi che hanno obblighi di natura patrimoniale con il genitore inadempiente (c.d. pignoramento presso terzi). E’, altresì, possibile richiedere il pignoramento dell’autovettura di proprietà del debitore o di altro mezzo iscritto al P.R.A., affinché sia venduto all’asta ed il ricavato sia destinato a soddisfare il beneficiario del mantenimento.

Altra possibilità è procedere con un’espropriazione immobiliare, un procedimento più lungo e costoso, finalizzato alla vendita del bene immobile pignorato e successiva distribuzione del ricavato tra i creditori. Accanto alla tutela data dai mezzi di esecuzione forzata sopra previsti altri mezzi di tutela specifici del diritto di famiglia per l’avente diritto al mantenimento, quali l’obbligo, per il debitore, di prestare idonea garanzia reale o personale ovvero il sequestro dei beni dell’obbligato. Non solo ma se il genitore obbligato ha diritto ad una prestazione periodica da parte di un terzo, ad esempio gode di una retribuzione mensile da parte di un datore di lavoro o comunque di rendimenti continuativi da titoli azionari, canoni di locazione, …, sarà possibile altresì, ricorrere a specifiche azioni volte ad ottenere il pagamento diretto dal terzo (datore di lavoro, banca, conduttore, …).

In tal modo il creditore otterrà il beneficio continuativo nel tempo, a differenza dal pignoramento presso terzi, che non garantisce per il futuro che il mantenimento venga pagato, poiché con quest’ultimo, ottenute le somme dovute, se dovesse sussistere un ulteriore credito bisognerà di nuovo iniziare un'altra procedura esecutiva.  Come anticipato, quello civilistico non è l’unico profilo sotto il quale si può agire in caso di mancato mantenimento ai figli giacché in presenza di violazioni degli obblighi di assistenza familiare il codice penale prevede specifici reati con le disposizioni di cui agli artt. 570 e 570 bis c.p..

Come si evince da questa breve trattazione della questione, si parla di situazioni complesse, che si possono sovrapporre e che possono arrivare a richiedere l’intervento del giudice.

Si tratta di casi in cui non è né possibile né comunque raccomandabile agire da soli, la cosa migliore è sempre essere affiancati, anche solo per avere risposta ai propri dubbi, da un professionista del diritto di famiglia. L’avvocato Sabrina D’Ascenzo, avvocato di famiglia a Roma ma operante in tutta Italia, sarà sempre in grado di dare una risposta ad ogni preoccupazione e perplessità, facendo sì che i propri diritti vengano tutelati al meglio.

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