Interdizione alla volontaria giudiziale: come avviene e cosa comprende

Se si ha a che fare con una o più persone che si trovano abitualmente in condizione di abituale infermità di mente che necessitano per questi motivo di un aiuto concreto e disinteressato per quanto concerne il normale svolgimento delle azioni quotidiane e i propri interessi personali, questa o queste possono essere interdette dal Tribunale affinché possano usufruire di una adeguata protezione che possa salvaguardare gli stessi dal compimento di atti rilevanti giuridicamente ( es. un contratto, il matrimonio, ...) idonei ad arrecar loro un pregiudizio e che in condizioni di non infermità mentale non avrebbero mai operato.

Chi può fare la richiesta di interdizione giudiziale: come avviene e cosa comprende e dove si fa?

Quando parliamo di interdizione giudiziale parliamo di un aiuto, una protezione, che viene data con sentenza dal Tribunale a soggetti giudicati incapaci di provvedere ai propri interessi, patrimoniali ed extra patrimoniali, perché in situazioni psicofisiche giudicate gravi, limitanti e abituale.

L'interdizione puo' essere pronunciata a seguito di  ricorso – in cui e' l’esposizione dei fatti sui quali la domanda è fondata - da parte del coniuge, dell’individuo stabilmente convivente, dalla parentela fino al quarto grado, dagli affini fino al secondo grado, dal Pubblico Ministero e dallo stesso soggetto sottoposto al procedimento di interdizione. La richiesta deve essere fatta al Tribunale del luogo di residenza o domicilio effettivo della persona da interdire. Se la persona è ricoverata la richiesta andrà fatta presso il Tribunale dove la persona da interdire vive in maniera stabile. Si tratta di un procedimento di volontaria giurisdizione.

A quali soggetti può riferirsi l’interdizione giudiziale

Queste caratteristiche congiunte sono riassumibili in 4 punti: ovviamente il soggetto deve avere una grave infermità mentale - provata da medici e/o psicologi – che non gli permette in quanto tale di poter esprimere una volontà consapevole; questo porta alla seconda caratteristica e cioè a quella che, a causa dell’infermità mentale grave dimostrata, il soggetto non può in alcun modo provvedere ai propri interessi economici o personali. Ovviamente la malattia che porta all’infermità mentale grave deve essere irreversibile e incurabile – la terza caratteristica – e abbia quindi bisogno imprescindibilmente di una protezione - la quarta -.

Come avviene l’Interdizione

Se la richiesta di interdizione non viene respinta per decreto, il Giudice procederà all’esame dell’interdicendo assistito, se del caso, da un consulente tecnico (un medico o uno psichiatra o entrambi) valutando anche le testimonianze e il parere delle persone citate nella domanda.

La figura del tutore

Se la sentenza dichiara l’interdizione viene nominato un tutore con il compito di rappresentare legalmente l’interdetto amministrandone anche il patrimonio. Solitamente il tutore viene ricercato nelle figure del coniuge non separato, dal padre o dalla madre, da un figlio in maggiore età dell’interdetto o dalla persona precedentemente indicata da un genitore nel testamento e può compiere atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, rendendo conto annualmente al Giudice della sua amministrazione. Se il tutore non è coniuge, convivente, ascendente o discendente l’incarico non può durare oltre i 10 anni.

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